<figure id="attachment_9992" aria-describedby="caption-attachment-9992" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-9992" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/03/FCA-300x200.jpg" alt="fca tesla sanzioni co2" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-9992" class="wp-caption-text">(Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Dopo il non alla fusione con il Gruppo Renault, primi contraccolpi a Piazza Affari per Fca: il titolo dell&#8217;ex Lingotto perde in apertura il 2,83%</strong></p>
<p>Dopo che è saltato il<strong> progetto di fusione</strong> tra Fca e la Renault, che pure aveva ricevuto il via libera del governo transalpino, nella persona del Ministro dell&#8217;Economia<strong> Bruno Le Maire</strong>, che detiene una partecipazione nel capitale azionario del colosso automobilistico francese, e del Presidente della Nissan, partner della <strong>Renault</strong>, prime ripercussioni in Borsa per <strong>Fca</strong>: in apertura a Piazza Affari il titolo della casa automobilistica italo-statunitense cede, infatti, il 2,83% e scende a 11,35 euro. Se Atene piange, Sparta non ride: fortissima la perdita per Renault a Parigi. Il titolo arretra del 7,36% e le azioni scendono a 51,91 euro. Riflessi negativi anche per il titolo della <strong>Nissan</strong> che cede l&#8217;1,3% a Tokyo. In territorio negativo anche<strong> Mitsubishi</strong> che perde quasi il 5%. Già ieri era stato immediato il contraccolpo per Fca a <strong>Wall Street</strong> dove il titolo del Gruppo ha ceduto il 3,71% nelle contrattazioni after hours.</p>
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<h2>Fca, tonfo in Borsa dopo il no alla fusione con Renault. Le richieste di Parigi</h2>
<p>A far saltare il banco, quando sembrava ormai ben avviato il progetto di fusione, le richieste del governo transalpino che hanno indotto il management di Fca a recedere dal proposito di fusione per la constatazione che &#8221; non vi sono attualmente le <strong>condizioni politiche</strong> per procedere &#8220;. Parigi, infatti, ha chiesto che la &#8220;testa&#8221;, la<strong> sede operativa</strong> di Fca-Renault, fosse collocata in Francia e un <strong>posto nel nuovo CdA</strong> per un rappresentante del governo francese, la cui quota nel nuovo gruppo sarebbe scesa al 7,5%, oltre a garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali negli stabilimenti francesi. Infine a <strong>John Elkann</strong>, Presidente di Fca, sarebbe spettata la presidenza, ma l<strong>&#8216;Ad post-fusione</strong> sarebbe dovuto essere francese.</p>
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