<p><strong>Un&#8217;inchiesta pubblicata sulla rivista Il Salvagente ha portato alla luce un&#8217;importante verità riguardante il latte italiano.</strong></p>
<figure id="attachment_5588" aria-describedby="caption-attachment-5588" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-5588" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/02/Latte.jpg" alt="Latte" width="1200" height="816" /><figcaption id="caption-attachment-5588" class="wp-caption-text">Latte</figcaption></figure>
<p>Bere il<strong> latte</strong> non è più un&#8217;azione tranquilla, almeno stando all&#8217;inchiesta de <strong>Il Salvagente</strong>. La nota rivista ha preso in esame uno studio condotto congiuntamente dall<strong>&#8216;Università di Napoli Federico II</strong> e da quella di <strong>Valencia</strong> inerente il<strong> latte</strong>, compreso quello prodotto da alcune grandi marche italiane.</p>
<p>I <strong>risultati</strong> hanno svelato una realtà che ovviamente di primo impatto lascia decisamente perplessi. Infatti, all&#8217;interno dei vari tipi di latte esaminati, è stata riscontrata la presenza di antibiotici e farmaci all&#8217;interno.</p>
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<h2>Latte, i marchi contaminati e i farmaci trovati all&#8217;interno</h2>
<figure id="attachment_42707" aria-describedby="caption-attachment-42707" style="width: 630px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-42707" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/01/drops-of-milk-2062100_640.jpg" alt="Latte" width="640" height="426" /><figcaption id="caption-attachment-42707" class="wp-caption-text">Latte (Fonte:Pixabay</figcaption></figure>
<p>L&#8217;aspetto che desta maggiori perplessità è quello relativo ai marchi coinvolti nella vicenda. Figurano tra gli altri <strong>Parmalat, Granarolo, Coop, Conad, Lidl, Carrefour ed Esselunga. </strong></p>
<p>Per quanto concerne invece ciò che è stato rinvenuto all&#8217;interno, i farmaci riscontrati con una frequenza maggiore sono <strong>daxamethasone (cortisonico), il neloxicam (si tratta di un antinfiammatorio) e l&#8217;amoxicillina (antibiotico).</strong> I quantitativi però sono piuttosto bassi, con un picco massimo di 1,80 mcg/kg.</p>
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<h3>Antibiotici e farmaci&#8230;non sono propriamente delle anomalie</h3>
<p>Ad onor del vero però non si tratta di una novità assoluta, in quanto, gli antibiotici in diversi casi vengono utilizzati per <strong>curare la mastite nelle vacche</strong>. Per questo può capitare che qualche residuo finisca nel <strong>latte</strong>. A quanto pare però si tratta di una dose a norma con i limiti di legge, che in parte placa i fisiologici allarmismi del caso. L&#8217;unico rischio è per i neonati e i <strong>bambini</strong>, i quali potrebbero incorrere nel rischio di <strong>assuefazione da medicinali e di formazione di batteri resistenti agli antibiotici. </strong></p>
<p>Dal canto loro, le aziende si sono mostrate favorevoli a fare le analisi del caso per cercare di risolvere il problema e rassicurare così le persone. D&#8217;altronde l&#8217;obiettivo di questo studio non era quello di gettare fango sulle case produttrici, bensì cercare di trovare una soluzione per garantire la massima prevenzione.</p>