<p><strong>Una barista di Alessandria ha subito una sanzione da ben 100 euro per un motivo molto particolare e che non riguardano le misure covid.</strong></p>
<figure id="attachment_134803" aria-describedby="caption-attachment-134803" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-134803 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/05/Bar-Alessandria-AdobeStock.jpg" alt="Bar Alessandria (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-134803" class="wp-caption-text">Bar Alessandria (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Come ormai ben sappiamo, il <strong>mirino</strong> degli ispettori sui bar e ristoranti è a livello massimo. In questo caso, però, la <strong>sanzione</strong> ricevuta da una barista non fa solo sorridere ma anche porre delle riflessioni sulla condotta di chi vigila.</p>
<p>Tutto questo è accaduto al<strong> Bar Invidia 97</strong>, piccolo bar situato in <strong>corso Lamarmora 77</strong>. L&#8217;evento si è verificato quando due agenti ambientali di <strong>Amag Ambiente</strong> si sono presentati nel bar. La titolare credeva fossero lì per una consumazione, invece alla fine non è stato così.</p>
<h2>La strana motivazione per una multa ad un bar di Alessandria</h2>
<p>La titolare <strong>Sharon</strong> ha spiegato che dopo aver sbrigato due clienti, ha visto la visita in veste formale degli agenti per sanzionarla. Il motivo riguardava i tre carassio dorati, per farla semplice: <strong>tre pesciolini rossi</strong>, di poco più di 2 centimetri che erano all&#8217;interno di una boccia di vetro.</p>
<p>Gli agenti hanno affermato che sono stati sollecitati da una segnalazione in cui dicevano che i pesciolini <strong>non erano sistemati secondo norma</strong>. Aggiungendo che, addirittura, le sanzioni avrebbero dovuto essere <strong>tre</strong>. I motivi riguardavano: la poca acqua che c&#8217;era nel recipiente, il fatto che la boccia era di una forma rotonda e in ultima analisi la mancanza di una struttura di filtraggio e depurazione dell&#8217;acqua.</p>
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<p>Dall&#8217;altro canto, Sharon non ci sta. Sostiene che un ammonimento più successivo controllo le avrebbe permesso di sistemare la faccenda. Ma gli agenti sono stati fermi, hanno sottoscritto una <strong>multa da 100 euro</strong> dopo aver misurato l&#8217;acqua. La titolare ha affermato che contesterà tale decisione perché in una situazione del genere, in piena pandemia, multare per una cosa del genere è assurdo e può risultare pesante sull&#8217;economia del locale.</p>