Taylor Mega e la dipendenza: la ferita sanguina ancora

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:00

Si fa un gran parlare, in questi giorni, di Taylor Mega per l’uscito del libro “La bambina non c’è più” in cui svela le sue verità: le parole sulla dipendenza da droga

Taylor Mega e la dipendenza da droga: la ferita sanguina ancora
Taylor Mega (fonte foto: Instagram, @Stories di Taylor Mega (fonte foto: Instagram, @taylor_mega)

Sempre più famosa e seguita dai fan, la bellissima Taylor Mega, che su Instagram spiega precisi dettagli inerenti alla sua vita, rispondendo alle domande riguardanti il libro da lei scritto e uscito da poco “La bambina non c’è più”: importanti le parole affermate in merito alla dipendenza da droga.

Di recente si è fatto spesso il nome di Taylor in seguito all’attacco ricevuto da Floriana Secondi, durante il programma “Pomeriggio 5” condotto da Barbara D’Urso.

Ma della Mega si fa un gran parlare soprattutto in virtù del libro e delle verità espresse in “La bambina non c’è più”, in cui la influencer si mette a nudo, raccontando anche aspetti del suo passato duri e complessi, che però hanno contribuito a renderla ciò che è oggi.

Ecco che tra le stories, comprensibilmente, non manca la curiosità dei suoi tantissimi fan e follower che le pongono alcune domande a cui lei, con molto garbo, decide di rispondere senza sottrarsi.

Taylor Mega Instagram, la droga e la dipendenza: “Mi faceva smettere di pensare”

Taylor Mega e la dipendenza da droga: la ferita sanguina ancora
Stories di Taylor Mega (fonte foto: Instagram, @taylor_mega)

Un gran coraggio dimostrato da Taylor Mega, in occasione dell’uscita del suo libro “La bambina non c’è più”, in cui come suggerisce il titolo, racconta il passaggio da giovane donna ad adulta e, nello specifico, dei passi fatti che l’hanno condotta a ciò che oggi.

In più occasioni Taylor ha avuto modo di raccontare il suo passato molto difficile, fatto di dipendenza dalla droga, ed è dunque naturarlee la curiosità del pubblico così come importante è il contributo dell’influencer.

Tra le stories, a chi le chiede se si è commossa mentre scriveva, risponde: “Più che commossa mi ha fatto male. Tanto. È stato come riaprire una ferita che si era rimarginata.”

A chi invece chiede cosa l’abbia spinta a raccontare la sua storia privata, replica: “Perché è una storia che non ti aspetti di leggere su di me. E se ci sono passata io e oggi sono quella che sono, significa che tanti altri/e ragazzi/e, con gli stessi problemi o anche minori, possono farcela.

Un messaggio di rinascita, dunque, quello che accompagna il libro, come lei stessa suggerisce.

E in merito alle droghe, spiega che non è stata subito una dipendenza, e poi aggiunge che “farmi di eroina” la faceva stare bene, perché “mi faceva smettere di pensare”:

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