Ylenia Carrisi, l’esame del DNA: Romina Power non perde la speranza

Pur se scomparsa 25 anni or sono, la mamma di Ylenia Carrisi, Romina Power, non ha mai perso la speranza di ritrovarla: neanche durante un’indagine negli USA

Ylenia Carrisi, l'esame del DNA: Romina Power non perde la speranza
Romina Power (Gettyimages) – Ylenia Carrisi (Instagram – Romina Power)

Ylenia Carrisi è scomparsa, come tutti i fan della coppia Romina Power – Al Bano e coloro che prestano attenzione alla cronaca sanno, circa 25 anni or sono senza lasciar alcuna traccia; da quel momento, nonostante diversi momenti di comprensibile crisi, la mamma non ha mai perso la speranza di riabbracciare la figlia.

A testimonianza di ciò ci sono i suoi post su Instagram, in cui, a cadenza regolare, sua madre lancia appelli per far si che l’asticella dell’attenzione sul caso sia sempre alta, e al contempo che la luce della speranza sia sempre accesa. Proprio come accaduto nei giorni del compleanno di Ylenia, con le lacrime di Romina.

Il dolore provato da Romina è inimmaginabile e la lotta costante che attua ogni giorno, con costanza, da diversi anni a questa parte è fonte di stima e ammirazione da parte dei suoi fan.

Di recente, intervenuta al programma, Romina ha presentato alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ una foto che mostra l’aspetto di Ylenia oggi, ricostruito al computer.

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Ylenia Carrisi, la mamma Romina Power crede di poter ritrovarla: in un’occasione ha rischiato di perdere la speranza

 

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Non abbandona la speranza mamma Romina, che a differenza di Al Bano, ugualmente sconvolto dal dolore della scomparsa della figlia, si mostra più fiduciosa e continua come detto a lanciare appelli e ad impegnarsi nel diffondere messaggi, augurandosi una segnalazione al riguardo.

A tal riguardo, le testimonianze non sono mai mancate sul caso, tra cui quelle dell’ex pilota che giura di averla vista. Molte sono state le smentite sulle voci, avvistamenti e quant’altro in questi anni.

Nel 2015, negli Stati Uniti d’America è stato riaperto un caso relativo ad un omicidio che risaliva al 1994. Il corpo di una giovane donna bionda era infatti stato ritrovato in quel periodo in Florida.

Dopo i primi anni in cui le forze dell’ordine non erano riuscite a trovare il colpevole, nel ’97, in seguito all’arresto, arrivò la confessione di un camionista, Keith Hunter Jesperson. Quest’ultimo raccontò di aver ucciso una donna che le aveva chiesto un passaggio. Il nome delle ragazza, stando a quanto raccontato dall’omicida, era Susanne, spesso legato a Ylenia.

Essendo a conoscenza del caso Carrisi, gli investigatori scelsero dunque di rivolgersi alla famiglia per fare un riscontro con il DNA. Dall’esito dei test al confronto, emerse che la vittima non corrispondeva a Ylenia.

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Parlare di aspetti postivi in questi casi è quanto meno forzato, tuttavia Romina ha così potuto continuare a sperare di riabbracciarla e proseguire, attraverso gli appelli, la sua incessante ricerca.

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