<figure id="attachment_1099" aria-describedby="caption-attachment-1099" style="width: 1014px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-1099" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2018/12/Schermata-2018-12-18-alle-17.20.44.png" alt="Fathy, attivista sostenitrice di Regeni liberata in Egitto" width="1024" height="1081" /><figcaption id="caption-attachment-1099" class="wp-caption-text">Amal Fathy, attivista sostenitrice di Giuio Regeni</figcaption></figure>
<p><strong>L&#8217;attivista Amal Fathy, sostenitrice di Giulio Regeni in carcere da maggio con l&#8217;accusa di appartenere ad un gruppo terroristico e di aver diffuso notizie false, è stata liberata in Egitto</strong></p>
<p>Come riferito dai media locali che citano alcune fonti giudiziarie, la Corte d&#8217;Assise del Cairo<strong>, in Egitto, </strong>ha deciso di liberare, il 18 dicembre 2018, <strong>Amal Fathy</strong>, l&#8217;<strong>attivista</strong> egiziana impegnata per il rispetto dei diritti civili in Egitto e moglie di un consulente legale della famiglia<strong> Regeni</strong>.</p>
<p>Attualmente alla donna è stata concessa la libertà vigilata con obbligo di verifica settimanale.</p>
<p>L&#8217;attivista era stata <strong>arrestata</strong> l&#8217;11 maggio insieme al marito, Mohamed Lotfy, ex ricercatore di <strong>Amnesty International</strong> e attuale direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, l’organizzazione non governativa egiziana che fornisce consulenza legale alla famiglia di Giulio Regeni.</p>
<p>Successivamente Lotfy era stato rilasciato insieme al loro figlio di tre anni grazie al doppio passaporto svizzero.</p>
<h2>Giulio Regeni, liberata in Egitto l&#8217;attivista Amal Fathy: il caso</h2>
<p>Da venerdì 11 maggio, Amal era detenuta nel carcere di massima sicurezza Torah, in Egitto; dopo aver denunciato su Facebook, attraverso dei video ritenuti &#8220;indecenti&#8221;, dei casi di <strong>molestie</strong> sessuali e la mancata protezione delle donne da parte del Governo, si era però trovata accusata di aver insultato lo Stato egiziano e i suo cittadini.</p>
<p>L&#8217;attivista veniva condannata, per aver pubblicato notizie false, a due anni di carcere con sospensione temporanea della pena dietro pagamento di una multa di 480 euro e una cauzione di 960.</p>
<p>Nei suoi confronti, però, era stata aperta anche un&#8217;altra inchiesta per la quale era stata messa in detenzione preventiva, con le accuse di: &#8220;appartenenza a un gruppo <strong>terroristico</strong>&#8221; e &#8220;diffusione di idee che incitano ad atti di terrorismo&#8221;</p>
<p>Il gruppo in questione è il &#8216;Movimento 6 Aprile&#8217;, nato come movimento opposizione anti-Mubarak, ma entrato poi in rotta di collisione anche con il presidente Abdel Fattah Al Sisi e bandito come &#8220;terrorista&#8221;.</p>
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