<p><strong>Un lavoratore part-time potrebbe pensare di avere un orario troppo basso durante la settimana. Andiamo a vedere, quindi, come ci si deve muovere e quali sono i diritti che la legge garantisce in questa situazione.</strong></p>
<p>Nel <strong>mondo del lavoro</strong> ci sono tantissime sezioni. Dal lavoro part-time fino al contratto a tempo indeterminato. Nella prima situazione, il lavoratore si trova legato ad un lavoro che ha un arco temporale ben preciso. Un periodo che è inferiore rispetto al tempo pieno.</p>
<figure id="attachment_185394" aria-describedby="caption-attachment-185394" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-185394 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2022/09/Lavoro-part-time.jpg" alt="Lavoro part-time" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-185394" class="wp-caption-text">Adobe Stock</figcaption></figure>
<p>Il lavoro part-time vive di più situazioni. Tutte le misure in merito si possono trovare nel decreto stipulato il 15 giugno 2018 numero 81. Questo rientrava nella più ampia riforma del <strong>Jobs Act</strong>. Tale disposizioni sono state poi integrate con i Contratti Collettivi nazionali, di territorio o aziendali.</p>
<p>In questo scenario ci sono tre modi di considerare il part-time: <strong>orizzontale</strong>, <strong>verticale</strong> e <strong>misto</strong>. Nel primo la riduzione rispetto al tempo pieno è legata all&#8217;orario quotidiano. In quello verticale, l&#8217;attività è a tempo pieno ma ci si limita a determinati periodi. Nel misto invece, c&#8217;è l&#8217;unione delle due situazioni citate in precedenza. Vediamo, ora, nei dettagli come si deve comportare un lavoratore in un certo tipo di situazione.</p>
<h2>Lavoro part-time, esiste un orario minimo? I dettagli</h2>
<p>In prima battuta, possiamo svelare che la legge non prevede un orario minimo per i lavoratori con questo tipo di contratto. Il <strong>decreto numero 81/2015</strong>, articolo 5, mette in luce il fatto che il contratto, in forma scritta, deve essere finalizzato alla prova. Nel contratto ci devono essere sottoscritti tutti i <strong>tempi</strong>.</p>
<p>Queste indicazioni si inseriscono nel quadro del <strong>decreto legislativo numero 61 del 2000</strong>. In questo paragrafo, si parla di tempo parziale che indica l&#8217;orario del lavoratore che è segnalato nel contratto. In sintesi, si da precedenza all&#8217;orario che si trova all&#8217;interno del contratto. Un contratto nato dall&#8217;accordo tra lavoratore e impresa. Ci possono essere dei casi di orario minimo che possono essere compresi nei contratti collettivi.</p>
<p>Gli esempi che possiamo citare riguardano il commercio e terziario e le cooperative sociali. Nel primo caso, in un&#8217;azienda di <strong>massimo 30 dipendenti</strong> le riduzioni vanno dalle <strong>16</strong> alle <strong>532 ore</strong>, in base all&#8217;orario se è settimanale, mensile e annuale. Mentre per aziende che <strong>superano i 30 dipendenti</strong> si parla di una riduzione 18, 72 e 600 ore. Per le cooperative sociali, l&#8217;accordo deve avvenire sempre tra le parti. L&#8217;orario, però, non potrà essere di 12 52 624 ore rispetto all&#8217;orario settimanale, mensile e annuale.</p>
<p>Nel caso in cui il lavoratore veda un orario alla settimana inferiore allora potrà chiedere, in maniera informale, l&#8217;adeguamento alle disposizioni precedentemente descritte. In caso di rifiuto, il lavoratore può inviare una <strong>richiesta scritta</strong> oppure rivolgersi ad <strong>un sindacalista</strong> o <strong>un avvocato </strong>in modo da prendere atto dell&#8217;orario minimo. In ultima battuta può anche rivolgersi all&#8217;<strong>ispettorato del lavoro</strong> o fare <strong>causa</strong>.</p>