Il dramma di Alberto Angela: “È stato un incubo”, il racconto spiazza

Alberto Angela ha raccontato l’episodio che lo ha segnato per sempre. Un dramma accaduto quando era sul set e che lo ha definito “un incubo”. Ecco cosa è successo.

Alberto Angela
RaiPlay

È per molti considerato uno degli uomini più affascinanti della televisione italiana, oltre che un uomo colto, preparato, intelligente ed empatico. Alberto Angela è davvero un personaggio dello spettacolo che accumuna tutte le generazioni.

Nonostante sia il figlio del celebre Piero Angela, il divulgatore culturale si è saputo sradicare di dosso questa pesante eredità e raccogliere intorno a lui una quantità di pubblico importante. Buttandosi definitivamente alle spalle la definizione di “figlio di”.

Questa sera, martedì 11 gennaio, Angela torna su Rai Uno con una puntata di Meraviglie, programma dedicato alla scoperta di luoghi suggestivi d’Italia. Alberto ci mostrerà location che vanno ad abbracciare città da Monza a Tivoli e la Sicilia arabo-normanna.

Non tutti sanno però che nel 2002 il divulgatore scientifico è stato vittima di un terribile episodio che lo ha segnato profondamente. Angela si trovava in Niger per una puntata di Ulisse. In quella circostanza è stato sequestrato.

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Angela tempo fa ha raccontato in un’intervista rilasciata al settimanale DiPiù quanto successo durante il sequestro in Niger. Un evento accaduto nel 2002 in cui ha rischiato la vita. In quella circostanza non si trovava da solo, ma insieme a tre persone della troupe del programma di Rai Tre, Ulisse.

“Quindici ore da Arancia meccanica, da condannati a morte. – ha detto – Siamo stati picchiati, minacciati, derubati di tutto: attrezzature, soldi, fedi nuziali, orologi, cellulari, bagagli. – continua – Sempre sul filo di una tortura psicologica. Ho temuto davvero di non rivedere più mia moglie”.

L’episodio sembrava essere all’interno di un film d’azione e invece era la realtà. Il conduttore era in Africa nel 2002 per girare la puntata di Ulisse. Un evento che lo ha segnato profondamente, visto che sia lui che la sua troupe sono stati presi a calci e pugni.

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“Ci chiedevano hashish, poi alcol, soldi, ci domandavano se fossimo spie. – ha rivelato – Giocavano con noi, terrorizzandoci”. Un’esperienza da dimenticare per Alberto che è durata una notte, visto che poi sono stati liberati il mattino seguente. Un evento che per fortuna è finito nel migliore dei modi e che ha potuto raccontare una volta tornato in Italia.