INPS, qualcuno potrebbe dover restituire soldi: ecco di chi si tratta

Ci possono essere vari motivi che portano a ricevere somme sbagliate dall’INPS. Alcune categorie potrebbero dover restituire dei soldi. Ecco di chi si tratta.

Inps e restituzione soldi (AdobeStock)
Inps e restituzione soldi (AdobeStock)

Dobbiamo tener a mente che ogni documentazione presentata deve essere impeccabile. Un qualsiasi errore, una qualsiasi virgola fuori posto può sancire delle pesanti conseguenze. Quando poi, l’INPS, si rende conto di aver dato una cifra superiore a quanto dovuta allora iniziano i dovuti controlli. Questi portano una spiacevole situazione al contribuente che è costretto a restituire una certa cifra.

Naturalmente gli errori possono essere fatti anche in maniera non volontaria. Ma questa cosa non influenza l’Istituto che procede alle dovute verifiche. Per questo motivo sarebbe consigliato affidarsi ai consulenti di previdenza. Non solo per evitare qualsiasi debito ma anche per conoscere tutti i bonus e le agevolazioni. Ad esempio, come questo rimborso da 312 euro.

Al centro del nostro discorso non ci sono solo le vedove ma anche altre categorie. Tutte persone che potrebbero trovarsi a dover restituire una cifra non indifferente. Andiamo a vedere nei dettagli di chi si tratta e come evitare queste spiacevoli situazioni.

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Al di là delle motivazioni, l’Istituto Nazione di Previdenza Sociale dopo le verifiche può sancire la sospensione o la riduzione degli assegni. La conseguenza per chi percepisce la pensione è la restituzione dei soldi. Come riportato da proiezionidiborsa, un esempio è quello di una vedova che percepisce l’assegno ma non ha dichiarato nessun reddito estero.

Quindi, l’INPS non conoscendo la situazione totale non ha effettuato la dovuta riduzione. Così, di fatto, si è innescato un debito pensionistico. L’Istituto, a questo proposito, ha fornito spiegazioni nella circolare numero 174/2021. Tale scenario può colpire anche chi riceve l’assegno di invalidità ordinario. Anche qui si parla di redditi esteri che sono stati omessi.

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Anche in caso di errore, però, c’è un ancora di salvataggio. Diverso è il discorso in cui il contribuente proceda tempestivamente alla comunicazione della propria situazione. In questo caso, l’Istituto, non rettifica l’importo degli assegni e tutte le somme in eccedenza rimangono al titolare della pensione.