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<p><strong>In Italia, nel 2020, si è registrata la mortalità più alta dal dopoguerra. 100.000 decessi in più secondo i dati Istat, a causa del Covid.</strong></p>
<figure id="attachment_138235" aria-describedby="caption-attachment-138235" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-138235" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/06/Covid-Guerra-AdobeStock.jpg" alt="Covid - Guerra (AdobeStock)" width="1200" height="616" /><figcaption id="caption-attachment-138235" class="wp-caption-text">Covid &#8211; Guerra (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Il rapporto congiunto tra Istituto di Statistica (ISTAT) e Istituto Superiore di Sanità (ISS) sull&#8217;impatto del impatto del <strong>Covid-19</strong> in Italia nel 2020 è più che altro uno spaventoso bollettino di <strong>guerra</strong>.</p>
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<p>La <strong>mortalità registrat</strong>a nel nostro paese è la più alta dagli immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale. Le vittime sono infatti più di centomila. L&#8217;arma vincente che hanno risolto questo etereo conflitto sono indiscutibilmente i vaccini, con una diminuzione importante della mortalità nel 2021. Ecco cosa rivelano i dati.</p>
<h2>La guerra del Covid fotografata dall&#8217;Istat</h2>
<p>Le vittime del Covid sono soprattutto anziani nella <strong>fascia d&#8217;età 65-79 anni,</strong> ma questo era già noto. Le vittime che rientrano in questa categoria anagrafica sono però 1 su 5, in prevalenza uomini.</p>
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<p>Come già detto, nel 2020 è stata registrata nel nostro paese la più alta mortalità dagli anni del dopoguerra. Le cifre esemplificano questo concetto in modo meno prosaico: nell&#8217;anno della pandemia i decessi sono stati 746.146, ben <strong>100.526 in più</strong> rispetto alla media del periodo 2015-2019.</p>
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<p>Le regioni che riportano gli aumenti percentuali più significati più alti si trovano tutte al nord. Sono <strong>Piemonte, Valle D&#8217;Aosta, Lombardia e Trentino</strong>. Ma il Sud non è stato di certo risparmiato, soprattutto durante la seconda ondata. La guerra contro il Covid ha causato dolore e sofferenze inimmaginabili, con conseguenze psicologiche e di esclusione sociali ancora da calcolare. La fotografia Istat lo palesa con l&#8217;implacabile freddezza dei numeri.</p>
<p>Ma ci sono anche dati positivi, che riguardano <strong>l&#8217;arma segreta dei vaccini</strong>, che si conferma il modo più efficace di contrastare la pandemia. Il rischio di decesso, infatti, si riduce del 95% a partire dal secondo mese dopo la somministrazione della prima dose di vaccino. La vaccinazione ha portato quindi ad una notevole riduzione dei rischi più gravi.</p>
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<p><a href="https://www.chenews.it/2021/06/02/rissa-vaccini-open-day-caos/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Ressa furiosa per i vaccini, L’Open Day precipita nel caos</strong></a></p>
<p>Nel 2021 si è infatti registrato un brusco calo in termini percentuali dei contagi Covid registrati tra la popolazione, specie quella più anziana. L&#8217;azione congiunta della <strong>campagna vaccinale e delle misure di prevenzione</strong> hanno arrestato la trasmissione dei contagi, salvando migliaia di vite appartenenti alle categorie più a rischio.
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