Patrizio Bianchi, il Ministro della (nuova) scuola

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Dopo due ministri che non hanno trovato la quadra sulla scuola, è ora il momento di Patrizio Bianchi. 

La carta d’identità di Patrizio Bianchi: età, moglie e figli

  • Nome: Patrizio Bianchi
  • Ministero: Ministro dell’istruzione
  • Partito: Tecnico
  • Data di nascita: 28 maggio 1952
  • Luogo di nascita: Copparo (Ferrara)
  • Età: 68 anni
  • Famiglia: Sposato con Laura Tabarini, 2 figli
  • Professione: Ministro
  • Titolo di studi: Laurea in Scienze Politiche
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Nato nel 1952 a Copparo, in provincia di Ferrara, Patrizio Bianchi ha conseguito nel 1976 la laurea in Scienze Politiche con lode all’Università di Bologna. Approfondisce i suoi studi alla London School of Economics di Londra, lì il docente di economia applicata Basil Yamey lo segue nel suo percorso di miglioramento.

L’attuale Dipartimento di Economia che si trova a Ferrara è quasi interamente opera sua, fu un giovane professor Bianchi nel 1998 a costituire quella che allora si chiamava Facoltà di Economia. Una carriera da docente, e da politico. Bianchi ha insegnato in diversi accademie, tra queste Trento, Bologna e Udine. Poi il mandato alla guida della sua Università madre: fino al 2010 è Rettore dell’Università di Ferrara e Presidente della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane. Negli anni acquisisce anche le cariche di direttore scientifico della Fondazione Internazionale Big Data e Intelligenza Artificiale per lo Sviluppo Umano e mette a referto la redazione di oltre 250 articoli scientifici e 40 libri. A chi lo vuole nuovo al mondo della politica, lui può rispondere vantando già due mandati da assessore dell’Istruzione in Emilia Romagna.

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Patrizio Bianchi, un tecnico con la passione per la politica

Bianchi è la prima volta che guida ministero, vero, ma non è al suo debutto in politica. Ci piace pensare che per questa nomina, una buona volta, siano stati ascoltati gli amministratori dei territori.

In Emilia-Romagna era già stato alla guida di un assessorato. Due governatori lo avevano premiato come assessore alle politiche europee per lo sviluppo, scuola, formazione, ricerca, università e lavoro. Nominato prima sotto la guida di Vasco Errani tra il 2010 e il 2015, e poi riconfermato sotto Bonaccini tra il 2015 e il 2020. Nel giugno 2018 viene scelto come vicepresidente della Commissione intermediterranea (Cim) della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime, la sigla che raccoglie 160 regioni europee di appartenenza a 28 stati comunitari e non.

Era stato Ministro ombra già nei primi mesi di questa pandemia, ma così come Colao per Conte, Bianchi non fu particolarmente apprezzato dall’allora ministra Azzolina. A partire dall’aprile del 2020 aveva coordinato la task force ministeriale, che la ministra aveva costituito per guidare la scuola fuori dalla crisi. Sarebbe dovuto essere il gruppo di lavoro in grado di ammortizzare i tanti problemi che il comparto dell’istruzione obbligatorio avrebbe affrontato nel 2020/21. Non andò così. Bianchi ha ricordato con distima quell’esperienza, per via di alcune decisioni prese, troppe volte ben diverse da quanto emerso nel corso dei tavoli di lavoro.

I suoi compiti da ministro: raccogliere l’eredità dell’Azzolina

Bianchi subentra in un ministero dove, come detto, aveva comunque passato buona parte del 2020. A lui dare continuità, o discontinuità auspicabilmente, al lavoro della Ministra Azzolina che l’ha preceduto. La sua eredità politica è rappresentata dai banchi con le rotelle, e da fumosi discorsi sulle assunzioni mai comunque concretizzatosi. Nel sacro rispetto della verità si sottolinea che chi prima aveva occupato quelle stanze prima di Azzolina non aveva fatto granché, salvo spendere qualcosa di meno non acquistando i banchi con le rotelle.

Il CURRICULUM DI PATRIZIO BIANCHI 

Cv Patrizio Bianchi

Legittimo credere che anche Bianchi non fosse entusiasta di quel provvedimento, e che fosse tra i motivi dell’attrito tra le parti. Quel comitato costituito in supporto della scuola si sarebbe dovuto occupare di molti temi, come edilizia scolastica, utilizzo delle tecnologie digitali, formazione e del reclutamento dei docenti e sistema integrato 0-6 anni.

Sono queste le missioni del neo ministro, oltre al lavoro di mischia che gli richiederà la corsa ai vaccini. Far valere la propria autorità proteggendo la categoria rappresentata, sarà un gesto per cui si renderebbe presto merito al ministro di aver difeso un mondo solitamente così bistrattato. Quello della formazione. Vaccinare gli insegnanti, e poi i bambini, porterebbe in tempi celeri al ripopolamento degli istituti scolastici. Necessario che si studi una strategia per i rientri in aula, ma è qui che riemergono i problemi che per tanti anni sono stati messi sotto il tappeto, e che questo governo dovrà affrontare di petto. La provocazione è legata al tempo, e alla multicapacità di intervento. Potrà Bianchi lavorare sulla scuola come istituzione e contemporaneamente lavorare sulla scuola come edilizia? Riportare presto i ragazzi in scuole nuove, è questo l’obiettivo che sarebbe dovuto essere della precedente Ministra e che sarà obiettivo di questo ministro.

Vita privata: moglie e figli e stipendio

Anche lui, come detto per altri tecnici non ha dato grandi informazioni sulla sua vita privata. Si sa che è sposato con Laura Tabarini, ed è padre di due figli, Lorenzo e Antonio.  I suoi guadagni non sono ancora noti, è lecito pensare che la Pa parlamentare abbia bisogno del suo tempo per aggiornare la documentazione.

I ministri tecnici hanno uno stipendio di 9.203,54 euro al mese, emolumenti che non sono esclusivi e dunque possono essere aggiornati con tutti i guadagni terzi che i politici possono ottenere.