Dibba shock, nella notte si consuma la frattura: è crisi?

E’ Dibba shock: un video, pochi minuti ed un saluto che sa di addio e forse di un “ci rivedremo in campo”.

Per il momento è nella lista degli svincolati, però la sensazione è che difficilmente vedremo Alessandro Di Battista tornare in Venezuela. Con un video di quattro minuti si è congedato Dibba, uno dei fondatori del Movimento Cinque Stelle e volto noto della politica pentastellata sopratutto ai suoi albori.

Il risultato elettorale di ieri ha messo spalle al muro il Che di Roma nord. “Viviamo in una crisi. Crisi pandemica, economica. Anche una crisi etica. Il miglior vaccino per la crisi etica è la memoria. Le imprese chiudono e molti imprenditori si affidano all’usura, ovvero ad una delle armi in mano alle cosche. Quelle cosche, queste cosche – aveva scritto ieri mattina sul suo profilo Facebook. Non è accettabile dividere questioni economiche da questioni morali. Perché nella nostra Italia vi sono stati esempi virtuosi. Imprenditori che non hanno chiuso solo per scelte politiche sbagliate o per la sistematica distruzione della classe media della quale, molti neo-salvatori, sono stati artefici”.

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Aveva annunciato che sarebbe andato via. Nella serata un post, “A riveder le stelle”. Dibba ha preso in prestito le parole del sommo poeta, e non di Trilussa. Ha lasciato i confini della capitale per spiegare ai suoi follower che andrà via. Non è più il suo Movimento, dice, nonn ne condivide più le idee da tempo. Continua. L’appoggio a questo governo è troppo per lui. Ha potuto accettare Salvini, a dire il vero lo ha addirittura caldeggiato. Poi ha accolto il Partito Democratico e LeU, nonostante con Speranza fosse quasi arrivato alle mani in sala stampa alla Camera e il PD fosse il Partito di Bibbiano. Ha addirittura accettato che ci fosse Renzi. Ma Berlusconi no, è stato troppo.

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