Crisi M5S, la strategia divisiva funziona: Dibba all’angolo

Dibba ha dettato la linea, mai a Renzi anche a costo del voto. La sua frangia ha scelto di mantenere la posizione…e la postazione

Alessandro Di Battista
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Sarebbe saltata all’ultimo la riunione segreta di Alessandro Di Battista con la sua frangia. Quello che pochi giorni fa Repubblica aveva definito il Che di Roma è rimasto senza soldati, o così sembrerebbe. Dalle colonne di Libero è stata rilanciata una notizia che vorrebbe i sostenitori del Dibba essere venuti meno dopo la fuga di notizie.

Ad oggi si contano sette eletti pronti a seguire la linea di uno dei padri fondatori. Il dubbio è su quanto possa avere ancora presa su questa nuova versione del Movimento cinque stelle. Alessandro Sallusti nelle scorse ore aveva commentato così l’ostracismo “Di Battista di professione fa il reporter pagato dal Fatto Quotidiano, e per ammissione di Padellaro non è neanche un reporter pazzesco, ma voglio dire ‘chi se ne frega di Di Battista’”

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Crisi M5S, la strategia divisiva funziona: Dibba all’angolo. Le parole di Renzi sgretolano i pentastellati

Si potrebbe dire che Alessandro Di Battista sia il Renzi del Movimento Cinque Stelle. Di Maio prima e Fico dopo hanno tenuto botta in maniera ineccepibile alle provocazioni, mantenendo la barra dritta e confermando le loro posizioni. Il nome del Movimento è Conte, la tenuta del partito conta più di quella del governo. Fico ha spento subito le voci attorno al suo nome, confessando di puntare alla poltrona di primo cittadino di Napoli. Di Maio ha invece rilanciato sempre le stesse dichiarazioni, anche quando la Ministra Bellanova aveva detto che non c’erano preclusioni neanche attorno al capo politico del movimento come premier.

L’unico a cadere nel tranello renziano è stato Dibba. Ha risposto a tutte le velate provocazioni, denotando una sorta di ingenuità politica. Renzi su Corriere aveva addirittura detto “I problemi dell`Italia di oggi si chiamano vaccini, scuole, debito pubblico, infrastrutture, lavoro, ricerca, sostenibilità ambientale, geopolitica – poi la stoccata  – Su questi temi stento a comprendere quale significativo contributo possa portare Di Battista. Ma fortunatamente fatico anche a considerarlo un problema. Noi ci occupiamo di cose serie e di problemi reali, non degli insulti di Di Battista”

Una risposta che ha aumentato l’acredine al punto da confermare una politica, ad ora sembrerebbe perdente, di “noi fuori se Renzi dentro”