Vaccini, la strigliata di Massimo Galli: “Non ci siamo, altro che diesel”

Massimo Galli, tra i più accesi sostenitori del vaccino anticovid traccia quella che dovrebbe essere la via per l’efficienza.

Massimo Galli
Massimo Galli vaccino (Facebook)

Tra i più accesi e determinati sostenitori del vaccino, Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, intervenendo ad una nota trasmissione tv, ha fatto il punto su quella che è l’attuale situazione rispetto alle dosi consegnate e quelle somministrate e sull’organizzazione generale del vaccino. Una situazione, ed una gestione, che di certo non sta mantenendo le aspettative iniziali, e nemmeno si sta mostrando efficiente al punto giusto.

Quello che sta succedendo nelle varie regioni del nostro paese, ed anche negli altri paesi, è evidente e visibile a tutti. La gestione delle dosi non è delle migliori e si denotano profonde differenze nell’avvio della fase di somministrazione tra una regione e l’altra. Il caso Lombardia, con le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Giulio Gallera, nella giornata di ieri ha provocato più di una reazione, tra le quali, quella del leader leghista Salvini, pronto a sfiduciarlo, secondo indiscrezioni.

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Vaccini, la strigliata di Massimo Galli: “Personale sanitario esausto”

“Non ci siamo, siamo in difficoltà come chiunque – ha dichiarato Massimo Galli – Tutto quello che è mobilitabile a sostegno della campagna vaccinale deve essere mobilitato. Non c’è luogo al mondo in cui si dica vacciniamo tutti, non c’è problema. In tutti i sistemi sanitari occidentali non è mai stata attuata una vaccinazione di massa – continua – e rappresenta una sfida importantissima che ha bisogno di numeri diversi e una certa serenità“.

“Non mi importa se il motore è un diesel – sottolinea Galli – e ha una partenza lenta, mi interessa che arrivi presto a regime. Stiamo partendo nelle festività natalizie e stiamo partendo con il personale sanitario che è esausto. E’ comprensibile che ci sia stato un numero limitato di vaccinati e vaccinandi – conclude –  il punto è arrivare presto a regime e chiarire chi e come potrà fare il vaccinatore”.