Morto in Friuli, si pensa al suicidio: era accusato di stupro e sequestro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45

E’ morto nel suo garage il militare 38enne che dallo scorso dicembre doveva rispondere delle accuse di stupro e sequestro da parte di due badanti a loro dire attratte con l’inganno in casa.

Tragedia nella provincia di Pordenone. Le forze dell’ordine hanno ritrovato il cadavere di un militare originario dell’Aquila, in servizio in Friuli-Venezia Giulia. L’uomo era esanime nel garage della sua abitazione. Il bersagliere 38enne era accusato di violenza sessuale e sequestro di persona.

I fatti risalgono alla mattina di sabato. L’uomo si era reso irreperibile, facendo così scattare l’allarme. La vittima infatti avrebbe dovuto presentarsi in caserma dei carabinieri per l’obbligo di firma, misura cautelare disposta dal giudice nell’ambito di un delicato procedimento giudiziario a suo carico.

Leggi anche >>> Io muoio, la sconvolgente rivelazione di Paolo Fox

Leggi anche >>> Follia di Capodanno, il frigorifero lanciato dal balcone (VIDEO)

Morto in Friuli, si pensa al suicidio. La vittima era accusata di stupro e sequestro. Gli inquirenti valutano anche ipotesi alternative

Le accuse erano figlie di una serie di accertamenti, di fatto ancora in corso, che dallo scorso dicembre vedevano l’uomo sotto indagine per via delle denunce delle sue ex badanti. Le donne lo avevano denunciato ai carabinieri raccontando di essere state sequestrate e abusate in due diversi e distinti episodi. Le due donne, una 44enne e una 60enne, hanno spiegato di aver risposto a un annuncio pubblicato dall’uomo in cui si cercava una badante che assistesse a una anziana.

Quell’annuncio, stando al loro racconto, si sarebbe rivelato però una scusa per attirarle dentro casa e costringerle a subire abusi sessuali. L’uomo si sarebbe denudato davanti a loro effettuando atti di autoerotismo ma nel primo caso la donna sarebbe riuscita fuggire e per il 38enne è scattata la denuncia per tentata violenza sessuale, nel secondo caso invece avrebbe bloccato la donna con i polsi costringendola a subire gli abusi sessuali che hanno portato poi alla denuncia per violenza e sequestro di persone. Il 38enne aveva sempre rigettato ogni accusa nel corso dei processi, il GUP lo aveva posto ai domiciliari e poi scarcerato. Al momento sulla sua morte sono al vaglio tutte le ipotesi, non solo quella di un gesto volontario.