I vaccini vanno a rilento ma in regione non si collabora: “Medici restano in ferie”

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La regione, attraverso il suo assessore dichiara di non voler far rientrare i medici dalle ferie per la somministrazione dei vaccini.

Giulio Gallera
Giulio Gallera (Facebook)

Scoppia la polemica in Lombardia, la regione che tra tutte quelle italiane, ha ricevuto più dosi di vaccino. La somministrazione procede a rilento, ma l’amministrazione regionale non intende richiamare delle ferie i medici per riportarli anzitempo a lavoro. Una situazione incredibile, se si considerano le polemiche seguite alla decisione di destinare più dosi di vaccino proprio alla stessa regione lombarda. Secondo Gallera, assessore regionale alla Sanità, non si tratta di una sfida tra chi è più bravo, o tra chi deve dimostrare più degli altri.

“Fare una classifica delle regioni è agghiacciante – ha dichiarato Gallera – per non parlare di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria – continua – partiamo domani con 6000 vaccinazioni al giorno nei 65 hub regionali. I conti facciamoli tra 15 o 20 giorni. Ci avevano detto che i vaccini sarebbero arrivati a metà gennaio, poi il 4 gennaio, e ci siamo organizzati per quella data. Solo nelle strutture sanitarie pubbliche ci sono 120 mila dipendenti“.

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I vaccini vanno a rilento ma in regione non si collabora: la Lega si dissocia dalle posizioni di Gallera

Le parole di Giulio Gallera non sono certo passate inosservate. Numerose infatti sono state le critiche a quanto affermato dall’assessore regionale alla Sanità, persino la Lega, suo partito, si è dissociata dalle posizioni avanzate da Gallera. Posizioni che di certo non fanno sorridere nemmeno i cittadini lombardi, poco certi, in questa fase, che la regione stia facendo il massimo per garantire la maggiore efficienza nella somministrazione dei vaccini.

“Prima i sanitari ma non tutto il personale di un reparto – ha sottolineato Gallera – non possiamo correre il rischio di bloccare una struttura se ci fosse qualche reazione allergica. Per gli hub abbiamo già trovato altri 600 siti esterni, palazzetti dello Sport, centri civici. Basta che arrivino i vaccini, in tempo e correttamente – continua – i dati sui contagi in Lombardia sono migliori anche se c’è stata una piccola crescita per le feste. Siamo la quarta regione dopo Veneto, Lazio e Campania