Fabio Volo, una storia commovente: ecco il suo più grande successo nella vita

Fabio Volo svela il suo successo più grande. Il retroscena sul rapporto con il papà: il racconto del conduttore radiofonico

Fabio Volo
Fonte foto: Facebook

Fabio Volo è un attore, scrittore e conduttore radiofonico. Padre di due figli, ora sono lontani i giorni in cui ha fatto dei sacrifici per arrivare dove è arrivato. Intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato che il suo più grande successo è stato aiutare il padre con i suoi problemi economici. Infatti, prima che Giovanni Bonetti (così il nome del padre) morisse, Fabio è riuscito a saldare tutti i suoi debiti e a regalargli una dimora dove trascorrere gli ultimi giorni.

Per alcuni il successo equivale a fare soldi, comprare belle macchine, ostentare una certa ricchezza dopo aver raggiunto un certo status sociale. Per Fabio Volo è diverso, per lui il successo è stato aiutare il padre in difficoltà: “Mio padre purtroppo ha sempre avuto grandi problemi economici, pignoramenti, sono cresciuto dentro questa bolla della povertà”, ha raccontato alle pagine del quotidiano.

LEGGI ANCHE >>> Le Iene, Fabio Volo vince la scommessa senza vestiti, VIDEO

LEGGI ANCHE >>> Fabio Volo, matrimonio con Johanna Maggy ai titoli di coda

Fabio Volo a cuore aperto: i debiti del papà e il riscatto

Fabio Volo
Fonte Instagram – @volofabio

Intervistato dal Corriere della Sera, Fabio Volo ha raccontato che il suo più grande successo è stato aiutare il papà sommerso da debiti: “Non che non ci fosse da mangiare, ma il non poter fare le cose. Quando sono stato fortunato abbastanza da aiutarli ho pagato i suoi debiti, ho comprato casa per loro e li ho mandati in pensione qualche anno prima. Il più grande successo della mia vita è stato quello”.

Il papà Giovanni è mancato 5 anni fa e per il conduttore radiofonico è stato un momento molto particolare, diviso tra la gioia e il dolore. Infatti, l’uomo è mancato nei giorni successivi alla nascita del figlio Gabriel.

A tal proposito ha raccontato:“È mancato cinque mesi dopo che è nato il mio secondogenito, Gabriel. Quando sono andato all’ospedale a Brescia perché Johanna doveva partorire, il giorno successivo lui è stato ricoverato. Andavo in un reparto dove ero padre e in un altro dove ero figlio, in situazioni opposte. È stata una esperienza intensa. Papà se n’è andato lentamente, aveva l’Alzheimer, in qualche modo non c’era già più”, ha raccontato Fabio.