Coronavirus, 21 novembre: meno contagi ma muore sempre più gente dimenticata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Il bollettino sulla curva dei contagi del 21 novembre. Speranza si dice sicuro di una grande campagna di vaccinazioni, i medici sono preoccupati.

Il Covid si sta prendendo tutti gli ospedali. I posti letto nei reparti di Pneumologia, Medicina interna e Malattie infettive, sono quasi del tutto esauriti in 19 Regioni su 21: il Piemonte è saturo al 191%, la Valle d’Aosta al 229%, la Lombardia al 129%, la Liguria al 118%, il Lazio al 91%, la Campania all’87%. Solo Molise e Friuli Venezia Giulia sono sotto la soglia di occupazione del 40% (34%). L’annuncio allarmanate è dell’Anaao-Assomed, maggiore sindacato dei medici ospedalieri.

E si discute sulla gestione della pandemia in vista del Natale: i prossimi 15 giorni saranno fondamentali per decidere quali misure adottare.L’indice Rt è in discesa ma questo non permetterà di sicuro il liberi tutti. Il ministro Speranza avverte: “Dati migliori, ma ancora non basta”. 

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Coronavirus 21 novembre: i numeri nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore si registrano 34.767 nuovi positivi Covid e 692 decessi. 

“Ci sarà una campagna di vaccinazione anti-Covid nel Paese che probabilmente sarà senza precedenti e che richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza al congresso della Federazione ordini farmacisti italiani, si comincerà “fin dalla fine di gennaio, quando appare in questo momento possibile che potremo avere le primissime dosi” – ha aggiunto.

E il caos dovuto per lo più all’impreparazione logistica di molti ospedali italiani, tocca anche la Puglia. Dopo l’episodio del San Camillo di Roma, si registra il caso di una donna di 41 anni che aveva febbre e tosse da una settimana, è morta giovedì dopo aver contratto il Covid. Antonella Abbatangelo, di Trani, mamma di un bimbo di 14 mesi, è deceduta nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dopo un ricovero di cinque giorni. Prima di riuscire ad essere ricoverata e assistita, la donna aveva atteso 11 ore per essere accettata al Pronto soccorso e il giorno prima era stata rimandata a casa dal Pronto soccorso di Trani, dove era andata perché non si sentiva bene.

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