Decreto ristori: escort e sexy shop ‘indispensabili’, agenzie di viaggio e calzature no

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:57

Escort e sexy shop avranno il loro contributo, previsto dal Decreto ristori bis, mentre ad altre categorie è stato negato.

Decreto ristori: rifiutato alle agenzie di viaggi, sì ad escort e sexy shop
Fonte foto: (Web)

Inevitabili, le proteste delle categorie escluse dal Governo per il Decreto ristori. L’aiuto cioè pensato per le attività chiuse giocoforza, a causa del dilagare del Coronavirus sul territorio.

Il Decreto ristori bis, contiene al suo interno tutte le categorie che dovrebbero poi ricevere degli indennizzi, e qualcosa non quadra. Più di un commerciante ha storto il naso al momento di leggere a chi dovessero andare i contributi pensati.

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Non solo escort e sexy shop piuttosto che altri

Agenzie di escort, sexy shop, ma anche agenzie di accompagnatrici, saranno aiutate dallo Stato grazie al Decreto ristoro bis, perché ritenute fiscalmente pari alle agenzie matrimoniali. Proprio così, fa sapere la presidente di Federmep, associazione del comparto matrimoni, Serena Ranieri: “Persino le agenzie di escort riceveranno il contributo previsto dal decreto ristori bis. Non solo i sexy shop, quindi, ma anche le agenzie di accompagnatrici, equiparate, ai fini fiscali, alle agenzie matrimoniali”.

Ma non c’è solo questo tipo di protesta in atto, lo fa sapere Mario Resca, presidente di Confimprese, che parla dell’esclusione di alcune attività su tutte: “alcune attività – Spiega Resca – fondamentali del commercio quali calzature e accessori, abbigliamento in pelle, pellicce, cappelli, ombrelli, guanti e cravatte. Sono settori che stanno soffrendo e vengono discriminati“. 

Ancora polemiche quindi per il Governo, dopo la scoperta di una lettera inviata a Conte dai ricercatori, per eliminare il Covid in 20 giorni, mai ascoltata. In merito alle scelte su chi dovesse ricevere gli indennizzi e chi no, ha parlato anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Sono state escluse anche le agenzie di viaggio e i tour operator, uno schiaffo al nostro Paese”.

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