Sara Croce e quella relazione da incubo: “Mi sento spiata. Non sono tranquilla”

Sara Croce ora si dice scossa e parla di episodi pazzeschi, ma il suo ex vuole da lei un risarcimento milionario.

Sara Croce e quella relazione da incubo: "Mi sento spiata. Non sono tranquilla"
Sara Croce (Instagram screenshot)

Per la bellissima ventiduenne, Sara Croce, l’incubo di un amore passato non è ancora finito. Proprio l’ex Bonas di Avanti un altro, ha raccontato in un’intervista al Corriere.it, come lei ed il suo ex, siano finiti in tribunale.

L’ex fidanzato di Sara, è Hormoz Vasfi, magnate di 56 anni, che nel 2019 riuscì a conquistare la bella modella, dopo un periodo di corteggiamento, ma che ora vorrebbe da lei un risarcimento milionario, per la fine del rapporto.

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Sara Croce: “Quel viaggio a New York, un incubo”

Sara, racconta di essersi ritrovata al tavolo di Vasfi, in una serata con amiche. Il magnate poi, le avrebbe chiesto il numero e corteggiata per molto tempo, facendo per lei gesti gentili, prima di un viaggio a Dubai per conoscersi meglio. Dagli inizi idilliaci, si è arrivati ai tribunali: lui ora vuole un risarcimento milionario per averlo a suo avviso, indotto a credere in un amore duraturo. Lei invece, lo ha denunciato per stalking.

Il ricchissimo cinquantaseienne, chiederebbe indietro anche una lavatrice regalata alla mamma di lei, e le cialde del caffè portate in casa di lei. Forse una cosa del genere non si è mai vista, ma a quanto pare non è una questione economica. Sara tra l’altro dice di aver restituito tutto, tranne la lavatrice che sua madre ritiene di non dover restituire perché regalata. Insomma, non è stato un 2020 facile per la Croce, che lo scorso agosto fu anche accusata di essere rifatta da una hater.

Ma la tranquillità, che Sara dice di aver ormai perso, in cambio del sentirsi agitata e spiata, sparì già nel capodanno scorso, passato insieme all’allora fidanzato, a New York. Ecco il racconto della modella: “Quel viaggio fu un incubo. Partimmo con altri amici. In quei giorni io ero indisposta e non potevo assecondarlo, lui mi trattò malissimo. – Spiega Sara –  Arrivò a gettare dalla finestra alcune mie cose, rischiando di colpire qualcuno dal 48° piano a Manhattan. Anticipai il rientro e me ne tornai in Italia da sola. Ci lasciammo, lui bloccò il mio contatto sul cellulare. Però mi seccava chiudere così la storia, quindi più avanti lo ricontattai da un altro cellulare per chiarirci e lui tornò un uomo attento e premuroso”.

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