Il killer della coppia di Lecce: “Avevo già avuto istinti omicidi “

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:44

Il ragazzo nei vari interrogatori lascia intravedere un profilo sempre più complesso di se. L’ammissione di aver già pensato di uccidere, anche in ospedale dove lavora.

Il prete del carcere: "Antonio De Marco non è un mostro"
Antonio De Marco (Fonte foto: web)

Antonio De Marco, lo spietato killer della coppia di fidanzati di Lecce, barbaramente uccisi senza un’apparente motivo, continua a far parlare di se. Lo fa per l’appunto parlando di se, raccontandosi ai giudici, facendo emergere un profilo di se che forse non si conosceva, lasciando venire fuori dettagli e tratti della sua persona, della sua identità, che rendono ancora più complesso stabilire un quadro preciso del soggetto.

Ha raccontato di se, di quello che in quel momento, nel corso del duplice omicidio, lo spingeva a fare del male. Ha raccontato di come aveva pianificato il tutto, e di essere entrato in casa con un vecchio mazzo di chiavi dell’appartamento, ancora in suo possesso. Si perchè l’assassino aveva convissuto con le sue vittime e con loro, stando a ciò che si sa, era in pace, nessuno screzio, nessun litigio, nessuna difficoltà tra loro.

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Il killer della coppia di Lecce e i suoi vecchi istinti omicidi: le reazioni

Aveva pianificato tutto Antonio, anche come sbarazzarsi dei corpi una volta ammazzati i due giovani. Li avrebbe bolliti e cosi fatti sparire. Erano troppo felici secondo quanto dichiarato dal ragazzo, questa felicità urtava la sua insofferenza probabilmente, ed alimentava l’istinto omicida che il giovane ha poi confessato di aver già avvertito in altre situazioni. Anche in ospedale, dove Antonio prestava servizio per il suo tirocinio.

Piano piano, emergono sempre più dettagli, che alla fine costituiranno un grosso unico dato, che sarà Antonio De Marco. Quello che si conoscerà aumenterà probabilmente ancora di più la rabbia nei suoi confronti, per l’atroce gesto, per ciò che ha fatto a quei due ragazzi, per la noncuranza e l’indifferenza verso l’altrui vita, tragicamente manifestate.

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