Serena Mollicone, la svolta: a processo i carabinieri “dedicato a Guglielmo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:21

Omicidio Serena Mollicone, i Mottola rinviati a giudizio: saranno processati padre e figlio, la moglie di Franco Mottola e altri due carabinieri.

Guglielmo Mollicone, padre di Serena, la giovane uccisa ad Arce nel 2001, è morto il 31 maggio scorso. L’uomo, dopo aver lottato una vita perché si arrivasse alla verità sull’omicidio della figlia, ovunque si trovi adesso, sarà finalmente soddisfatto.

Sono stati rinviati a giudizio il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco, il maresciallo Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. Sono accusati, i Mottola e Quatrale, dell’omicidio di Serena. Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento.

La prima udienza in Corte d’assise è stata fissata il 15 gennaio 2021.

Serena Mollicone, uccisa perchè sapeva troppo?

Serena Mollicone, 18 anni, scomparve nel nulla ad Arce, in provincia di Frosinone. Due giorni dopo, il cadavere fu trovato in una bosco ad Anitrella. Aveva mani e piedi legati da nastro adesivo e fil di ferro e in testa un sacchetto della spesa.

Il caso venne archiviato perché il colpevole non fu trovato, ma nel 2008 il brigadiere Santino Tuzi raccontò di aver visto entrare Serena nella caserma dei carabinieri il primo giugno del 2001, ovvero il giorno della scomparsa, senza più vederla uscire.

Poco più di dieci giorni dopo Tuzi si suicidò nella sua automobile con un colpo di pistola al petto. Nel 2011 vennero indagati Franco Mottola, il figlio Marco e un altro carabiniere, Francesco Suprano.

Secondo i pm Serena fu uccisa all’interno della caserma dei carabinieri di Arce con una spinta violenta verso una porta.

 “Il pensiero va a Guglielmo” “Siamo soddisfatti, abbiamo ottenuto quello che avevamo chiesto che è il massimo che potevamo ottenere […] Un pensiero forte va Gugliemo, se fosse stato vivo avrebbe vissuto anche lui questa soddisfazione. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie al suo coraggio e alla sua perseveranza”.

Parole dell’avvocato Dario De Santis, legale di Guglielmo Mollicone.

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