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<p class="amp-wp-subtitle"><strong>Se si versano soldi sul proprio conto corrente, anche per importi inferiori alla soglia di 2 mila euro, si può essere chiamati a spiegare da dove proviene il denaro contante.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-76752 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2020/07/prelievo-soldi-conto-1200x675-1.jpg" alt="" width="1280" height="896" /></p>
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<p>Sempre più il &#8216;Grande Fratello&#8217; delle banche e del fisco. I nostri soldi sono ormai setacciati dal momento in cui escono dal nostro portafogli e fino a destinazione. E per chi sbaglia sono previste multe salatissime.</p>
<p>Molto spesso si pensa,sbagliando, che i controlli voluti dallo Stato in materia di contanti, riguardino solo i soldi in uscita, i prelievi. ma anche quelli in entrata per esempio i <strong>versamenti sul proprio conto, sono soggetti a controlli e a sanzioni.</strong></p>
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<p>Se versiamo denaro sul nostro conto, soprattutto oltre una certa soglia, occorre poter fornire delle prove in merito alla provenienza. Ovviamente e normalmente chiunque è libero, in linea generale, di versare soldi sul proprio c/c bancario o postale.</p>
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<p>Se però le movimentazioni sono frequenti o di importo alto, <strong>l’Agenzia delle Entrate</strong> potrebbe far scattare dei controlli per verificare <strong>che i soldi non provengano da attività illecite o da sommerso</strong>.</p>
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<p>Dunque tutto lascia supporre che non è sufficiente effettuare pagamenti frazionati e non dell’intero importo in un’unica soluzione per evitare i controlli fiscali. Il campanello d’allarme non scatta solo <strong>sopra i 2 mila euro</strong> (attenzione in questo caso le multe possono arrivare anche fino a 50 mila euro!).</p>
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<p><strong>Anche quando non si supera</strong> il tetto per i pagamenti in contanti, però si fanno più operazioni di importo frazionato, il contribuente può essere tenuto a fornire all’Agenzia delle Entrate <strong>l’onere della prova</strong> in merito alla provenienza delle somme. Senza questa prova il Fisco potrà presumere che si tratti di stipendi in nero, di prestazioni professionali non fatturate etc.</p>
<p id="p-2">E di conseguenza potranno scattare le sanzioni. E bene dunque ricordarsi che ci potrà essere chiesto da dove proviene il denaro che si sta depositando sul conto anche se siamo noi gli intestatari e non si tratta di bonifici a favore di terzi.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE ->; <a href="https://www.chenews.it/2020/07/21/alex-zanardi-lascia-ospedale-siena-centro-riabilitazione/">Alex Zanardi lascia l&#8217;ospedale di Siena: una resa o una speranza?</a></strong></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE ->; <a href="https://www.chenews.it/2020/07/21/recovery-fund-meloni-caduti-in-piedi-salvini-resa-senza-condizioni/">Recovery Fund, Meloni: caduti in piedi Salvini: resa </a></strong>
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