venerdì, Agosto 14, 2020
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Ennio Morricone aveva scritto il suo necrologio “A mia moglie, il più doloroso addio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:35
Ennio Morricone se ne è andato con lo stesso stile che lo ha contraddistinto tutta la vita. Prima di morire aveva scritto di suo pugno un necrologio per se stesso in vista della sua dipartita.

“Non voglio disturbare”. Ennio Morricone se ne è andato a 91 anni, con lo stesso stile e la stessa umiltà che avevano contraddistinto la sua vita piena di successi e amore.

Il Maestro era stato ricoverato al Campus biomedico circa un mese fa, dopo una caduta dovuta ad un malore dovuto ad un disturbo respiratorio che gli aveva provocato la frattura del femore.

Operato immediatamente, Ennio Morricone è stato poi ricoverato in medicina interna, dove è deceduto sempre per complicanze respiratorie. Oggi ha oarlato il primario emerito di ortopedia e professore ordinario all’Università Campus Biomedico di Roma Vincenzo Denaro, anche amico della famiglia del grande compositore.

“È stato lucido e presente fino alla fine, ci ho parlato ieri mattina – ha detto il medicosi aspettava la sua morte e ha pianificato il suo funerale nei minimi dettagli, non voleva nessuna pubblicità”. Nel 2015 il Maestro si era già fratturato la gamba.

“È avvenuto il 7 agosto del 2015 e i primi di settembre aveva un importante concerto all’Arena di Verona – ha ricordato il professore – mi ha chiesto di operarlo in modo che potesse essere in condizioni di condurre il concerto.

Questo dimostra la grande forza d’animo e la grandezza di Morricone, un uomo che ha portato lustro alla nostra terra”. 

La camera ardente, al piano -2 del Campus, è completamente chiusa a tutti. Nessuno può avvicinarsi, nemmeno per portare i fiori, e sarebbe comunque vietato per le limitazioni imposte dal Covid.

Non si sono visti nemmeno fan, a Trigoria, non lontano dal campo di allenamento della sua squadra del cuore, l’As Roma.

Ennio Morricone aveva già scritto il suo necrologio

Ennio Morricone aveva lasciato al suo avvocato un testo da divulgare dopo la sua morte. Commovente, sobrio e pieno di tenerezza.

Parole struggenti che il suo avvocato e amico di famiglia Giorgio Assumma ha reso pubbliche ai cronisti che affollano l’entrata del Campus Biomedico, dove Morricone era stato ricoverato.

“Io Ennio Morricone sono morto”, questa l’introduzione del testo che, ha sempre spiegato Assumma, è stato ritrovato dai famigliari e scritto dal Maestro prima della caduta che lo avrebbe portato alla morte.

Lo annuncio così, a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po’ lontani, che saluto Con grande affetto. Impossibile nominarli tutti”. 
Poi cita solo alcuni amici tra i più cari, tra il quali “Peppuccio” così chiamava Giuseppe Tornatore, le sorelle, i figli “spero che comprendano quanto li ho amati” . Ma l’ultimo saluto, il più romantico e doloroso allo stesso tempo, è al suo grande amore Maria, la moglie, compagna di una vita. “A Lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. – conclude -. A Lei il più doloroso addio”.