Marco Vannini, spunta audio originale: “Ti prego basta, mi fa male”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:01

Nel corso della trasmissione Quarto Grado, sono state svelate le ultime parole di Marco Vannini prima di morire. 

Frasi disperate, che arrivano come un pugno allo stomaco agli occhi di legge. Una squadra composta da alcuni esperti italiani e statunitensi è riuscita infatti ad ottenere una registrazione pulita delle ultime parole pronunciate da Marco Vannini, il giovane ucciso il 17 maggio 2015.

Il contenuto di questo audio, è stato divulgato durante la trasmissione televisiva Quarto Grado. 

Ti prego basta mi fa male, portami il telefono. Dov’è il telefono, portamelo, portami il telefono”. Un appello disperato quello del ragazzo, che sembra ormai quasi certo sia stato ignorato dalla famiglia Ciontoli. Quella sera Marco Vannini si trovava a casa loro.

Era fidanzato da tempo con Martina Ciontoli, figlia di Antonio. A un certo punto Marco è stato ferito da un colpo di arma da fuoco. Antonio Ciontoli ha sempre dichiarato agli inquirenti che aveva tirato fuori le sue pistole per “giocarci” insieme al ragazzo e che ha fatto finta di sparare contro di lui convinto che l’arma fosse scarica.

Omicidio Vannini, un ritardo inspiegabile

Quello che però non si spiega, è perché l’intera famiglia ci abbia messo quasi un’ora a chiamare il 118. Un ritardo ancora più assurdo adesso che sono disponibili anche le ultime parole pronunciate dal ragazzo.

Ma non solo, anche nel momento in cui sono arrivati i soccorsi, la famiglia ha ridimensionato incredibilmente l’accaduto, non accennando al corpo di arma da fuoco ma parlando semplicemente di una “ferita da pettine”.

Dichiarazioni che hanno fatto perdere ulteriore tempo perché in base a queste, Marco Vannini è stato inizialmente etichettato come codice verde. 

Quando ci si accorge della gravità della sua ferita, il ragazzo viene trasportato d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Gemelli di Roma, ma non c’è già più nulla da fare. Marco muore ancora prima di arrivare in ospedale. 

Antonio Ciontoli è stato condannato in primo grado per omicidio volontario.

Successivamente, nel febbraio di quest’anno, una sentenza della Cassazione ha stabilito che la morte del ragazzo è stata dovuta all’enorme ritardo con cui la famiglia ha chiamato i soccorsi. L’8 luglio, inizierà il nuovo processo d’appello.

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