Fermato in auto durante la quarantena: attenti all’audio WhatsApp

L’audio whatsapp è di una sedicente avvocatessa, che invita a non pagare la multa qualora si venga fermati in auto in questo periodo di quarantena obbligatoria dovuta al coronavirus

Multe false Polizia di Segrate: attenti a questi particolari
Agenti di polizia in strada (foto web)

Interrompere ogni genere di attività e rimanere a casa “senza far niente” non è proprio un’aspetto positivo. Trattandosi di una disposizione messa in atto a fin di bene, bisogna eseguirla senza troppi fronzoli. Al tempo stesso però, mette a dura la prova la tempra e la tenuta mentale delle persone, anche quelle più sedentarie, che ogni tanto un passeggiatina vorrebbero concedersela.

Per questo ci si aggrappa a tutto, dall’andare spesso al supermercato al portare il proprio cane a spasso ripetutamente (solo per citare i mezzi leciti). In questo clima di incertezza generale, le cattive informazioni circa le disposizioni varate dal governo la scorsa settimana hanno terreno fertile e per questo c’è sempre qualcuno pronto ad ergersi a “professore” della situazione.

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Coronavirus, messaggio whatsapp circolazione in auto

Whatsapp
Icona di WhatsApp (Fonte foto: tecnoandroid.it)

A tal proposito nelle ultime ore si sta diffondendo sempre di più un audio su whatsapp di una sedicente avvocatessa, che di fatto “sprona” le persone ad uscire in auto. Tra i suoi assurdi suggerimenti figurano quelli di non pagare la multa nel caso si venga fermati dalle pattuglie e di affidarsi ad un avvocato per intraprendere una battaglia legale. Inoltre espone profili giuridici, iter processuali e rimedi connessi alla violazione dell’articolo 650 del codice penale. 

Il contenuto audio si è rapidamente diffuso e purtroppo vista la scarsa conoscenza da parte di tanti, ha sortito degli effetti deleteri, invogliando diverse persone ad utilizzare questo “escamotage”. Ma su che basi si possono fare affermazioni simili? La Camera Penale di Brescia ha naturalmente invitato a diffidare di questo suggerimento palesemente errato.

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Purtroppo però visto lo stato di “disperazione” derivante la clausura forzata, anche persone più colte hanno dato credito alle parole della “presunta avvocatessa”. Oltre che fuorvianti le sue affermazioni sono discutibili e fanno acqua da tutte le parti. Chiunque si ritrovi quest’audio sul proprio cellulare ha il “dovere” di non diffonderlo e di cestinarlo.