Oms avverte: il coronavirus è peggio del terrorismo

Lʼavvertimento, che suona come un grido di allarme, arriva proprio dal direttore generale dellʼOrganizzazione mondiale della Sanità

Laboratorio (pixabay)

A questo virus mortale è stato dato un nuovo nome. Si chiamerà ‘Covid-19′ ed è attualmente il nemico numero uno del mondo intero. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, precisando che “un virus può creare più sconvolgimenti politici, economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico”.

“Il Tempismo è essenziale”, ha sottolineato Ghebreyesus. “Voglio ricordare al mondo di usare questa opportunità – ha aggiunto – facendo tutto il possibile per fermare il virus. C’è tempo. Bisogna agire con senso d’urgenza”, ha concluso.

La settimana scorsa l’Oms ha chiesto un investimento di 675 milioni di dollari per sostenere la lotta al coronavirus nei Paesi colpiti.

Intanto in Italia è di ieri la notizia del miglioramento dello stato di salute dei due pazienti ricoverati allo Spallanzani. Al momento nel nostro Paese il coronavirus non circola.

Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ricorda alcune caratteristiche importanti per riconoscere il virus.

Sul periodo di incubazione, dice, “il dato ufficiale e confermato dalle agenzie internazionali è 2-14 giorni. Questo è considerato un margine molto ampio di tutela e non abbiamo oggi evidenza per pensare che si possa ampliare” ha affermato.

E’ inoltre importante sapere che il virus “viene inattivato facilissimamente da qualsiasi disinfettante e se si gestisce un’igiene normale delle superfici è una buona garanzia per controllare la diffusione”.

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Incessante la ricerca di un vaccino per debellare Covid-19

vaccino
Vaccino (foto pixabay)

Per quanto riguarda invece il vaccino, Brusaferro ammette, “la strada è rapida ma non così rapida come vorremmo. Ci vogliono molti passaggi: dal modello animale a quello umano ci vogliono dei mesi”.

Per affrontare l’emergenza coronavirus “serve un coordinamento più forte dei Paesi dell’Unione europea, davanti al rischio per la salute l’Europa deve essere unita”. Lo ha detto il ministro della Salute Speranza, durante il comitato parlamentare su Schengen, sottolineando che ribadirà tale richiesta al vertice sollecitato dall’Italia.

Non bisogna fare allarmismi ma ci vuole la massima attenzione nel gestire l’emergenza. In questi ultimi giorni, dal 5 al 10 febbraio, sono stati effettuati controlli su 5mila voli aerei e su 620mila passeggeri. “Si è applicato il principio di precauzione con scrupolo e tempestività, l’Italia è tra i Paesi che hanno adottato le più alte precauzioni”, ha infine sottolineato il ministro.