Shopping online cambia tutto: addio al reso gratuito

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A pochi giorni dal black friday, i consumatori devono stare attenti agli acquisti online. Questo perché c’è una novità che ha stravolto tutto: ecco di che cosa si tratta e che cosa fare.

Stiamo per arrivare nelle settimane più importanti dell’anno dal punto di vista delle spese. Questo perché siamo a pochi giorni dal ‘venerdì nero’ e a poche settimane dalle feste natalizie. Questo vuol dire che molte persone sono pronte a sbizzarrirsi per quanto riguarda gli acquisti, tra quelli personali e regali vari. Ma lo shop online ha visto negli ultimi tempi una novità alla quale bisogna prestare attenzione.

RESO GRATUITO STOP
Fonte Foto Canta

La velocità, l’immediatezza, la varietà e la facilità di acquisto hanno reso il web uno dei posti preferiti ed uno strumento indispensabile per il commercio. Ci sono milioni di persone che usano gli acquisti online in tutto il mondo, Italia compresa. Fino ad oggi tutti hanno beneficiato dell’e-commerce. Un boom che si è visto in modo particolare durante il lockedown, in cui molte persone si sono ritrovati a comprare di tutto.

Tuttavia, proprio negli ultimi tempi sempre più persone hanno abusato del sistema. Ad esempio, molti utenti hanno iniziato a comparare molti capi alla volta per provarli, così da decidere. Un fatto possibile perché c’è il reso gratuito, in alcuni casi anche la spedizione è gratuita. Si tratta di un fenomeno che ha subito uno stop, almeno per quanto riguarda alcuni negozi.

Acquisti online, stop al reso gratuito: la nuova iniziativa

Ebbene sì, gli appassionati e abitudinari dello shopping online dovranno cercare di convivere con il fatto che il reso gratuito potrebbe essere eliminato dalle politiche aziendali di diverse aziende. Si tratta di una nuova iniziativa che arriva dal Regno Unito e che ha spinto alcune aziende a decidere di far pagare al cliente un contributo fisso che ammonta a 2 euro.

In poche parole, la persona che decide di restituire il capo di abbigliamento o una merce acquistata sul web deve pagare 2 euro. Mentre sarà possibile cambiare o restituire la merce gratis in un negozio. Ma per quale motivo si è presa questa decisione? La spiegazione arriva dal notevole impatto che la fast fashion ha sulla crisi climatica ed ambientale e per questo motivo si è deciso di cambiare le regole.

Le aziende che hanno aperto a questa strada sono colossi degli abbigliamenti come Zara, Uniqlo e Asos. Sono loro che hanno fatto da apripista e che sperano di ridurre il numero dei clienti che decida di acquistare e restituire il capo dopo averlo provato. Una pratica che ha influenzato anche altre società come Primark, Zalando, H&M, El Corte Inglés, Bershka Pull and Bear

Con questo scenario  non è escluso che nuove aziende aderiscano alla strategia di addebitare un importo per spedizioni e resi per bilanciare i loro conti e i loro piani di sostenibilità. Per questo motivo, è importare stare sempre attenti e tenerci aggiornati sulle politiche degli acquisti online per sapere se le spedizioni hanno un costo o meno a seconda del tipo di consegna e se i resi sono soggetti a pagamento.