Cambio della merce: quali sono i diritti del negoziante e del consumatore

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Quali sono i diritti e i doveri di negozianti e consumatori che riguardano il cambio di una merce? Ecco quali sono le regole previste dalla legge.

Quando si acquista un prodotto qualsiasi in un negozio fisico o anche online si ha la convinzione che quella determinata merce potrebbe essere cambiata in qualsiasi momento dopo l’acquisto. In realtà la politica di sostituzione o reso prevede delle specifiche normative, che è importante conoscere.

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Fonte Foto Canva

Quali sono i diritti del consumatore? È il negoziante che sceglie se consentire il cambio merce? Serve uno scontrino per sostituire un prodotto? Esistono dei diritti che i consumatori possono esercitare per richiedere di cambiare un acquisto? Tante sono le domande che i consumatori si pongono in merito alla questione. Non ci resta dunque che fare maggiore chiarezza riguardo questo interessante argomento.

Cambio merce, sceglie il negoziante?

Per chi non lo sapesse esistono in realtà delle regole ben precise e specifiche che riguardano il cambio della merce. Senza andare troppo nel dettaglio e rischiare di essere poco chiari, è bene sapere che l’acquirente in realtà secondo la legge non ha il diritto di ottenere un cambio della merce che ha acquistato all’interno di un negozio. La legge infatti stabilisce che quando viene stipulato un contratto, questo ha forza di legge tra le parti e quindi significa che non può sciogliersi a meno che non lo preveda la legge. Specialmente se le motivazioni da parte di un consumatore riguardano una scelta personale, che può essere dipesa ad esempio da uno sbaglio di taglia o di colore di un determinato prodotto, non c’è una legge che riguarda il diritto al cambio della merce.

Questa parte probabilmente potrebbe stranire il consumatore, che generalmente spesso e volentieri si ritrova ad acquistare in negozi che specificano che la merce acquistata può essere cambiata. Potrebbe sembrare una scelta contraddittoria, ma in realtà è spiegabile in maniera semplice. Ogni giorno ci capita di acquistare prodotti di qualsiasi genere, spesso aspettando l’arrivo degli sconti con il Black friday. Ad ogni prodotto comprato i negozi ci forniscono una prova d’acquisto che è lo scontrino, e non di rado al consumatore viene specificato di conservare tale pezzo di carta se si vogliono fare eventuali cambi.

Questo avviene perché anche se non esiste una regola sul cambio della merce, ogni negozio o catena può usufruire delle proprie politiche discrezionali. I commercianti dunque generalmente possono decidere liberamente se consentire o meno se un determinato prodotto possa essere sostituito. Si tratta perlopiù di una strategia commerciale che serve per creare una fidelizzazione con il proprio cliente. Precisiamo ancora una volta però che queste sono scelte discrezionali e che dunque cambiano in base alle politiche di un negozio o di una catena. Ecco perché ad esempio non di rado ci può capitare di vedere alcuni cartelli all’interno dei negozi in cui si specifica che non si effettuano cambi durante il weekend o nel periodo dei saldi.

Sostituzione obbligatoria, quando è consentita

Tralasciando quelle che sono le politiche e i diritti del venditore, bisogna però sapere che il codice del consumo prevede anche un diritto alla riparazione o alla sostituzione di una merce in specifici casi. Diventa obbligo del venditore infatti avviare una sostituzione o anche una restituzione dei soldi se il consumatore presenta una merce difettosa o malfunzionante. Ogni prodotto acquistato di consumo ha infatti una propria garanzia di due anni e in questo caso il venditore ha l’obbligo di adempiere in maniera gratuita i propri doveri verso il cliente.

Chiaramente però il prodotto in questione deve presentare dei problemi e difetti congeniti del prodotto, che sono già sussistenti al momento dell’acquisto. Ciò vuol dire che non è prevista una sostituzione o riparazione per dei danni che sono stati causati dal consumatore.

Gli acquisti online, diritto di recesso

Come si applica la legge invece riguardante gli acquisti online e il diritto di recesso? Se si effettua un acquisto di consumo in internet l’acquirente ha circa 14 giorni di tempo da quando gli è stato consegnato un prodotto, per esercitare il suo diritto di ripensamento. In questo caso però non si tratta di cambio merce, ma di un’altra specifica opzione e cioè il reso. Quest’ultimo infatti per legge spetta ad ogni consumatore che si trova ad acquistare a distanza e in questo caso internet.

Grazie alla possibilità del reso il compratore si ritrova a poter restituire qualsiasi tipo di prodotto entro un tot di giorni e riavere i suoi soldi indietro in caso di ripensamento. Anche in questo caso però va sempre specificato che i consumatori non hanno il diritto di poter pretendere un cambio merce.