F1, Red Bull nella bufera: lo scandalo che ridà speranza alla Ferrari

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Il circus della F1 è stato investito di un nuovo caso che ha gettato molte ombre sull’operato di Red Bull Racing e Aston Martin. Ecco cosa potrebbe accadere in casa Ferrari.

Fasi delicatissime in pista per l’assegnazione dei titoli mondiali 2022, ma anche nella stanza dei bottoni della FIA. Sotto la lente d’ingrandimento due importanti squadre che avrebbero sfondato il limite di spesa. La Red Bull Racing ha vinto il mondiale piloti nel 2021 e si appresta a conquistare entrambi i riconoscimenti iridati in questa annata. L’Aston Martin non ha avuto le medesime fortune sul piano sportivo, ma in misura minore avrebbe comunque sforato il budget cap. Naturalmente si tratterebbe di una forma di doping finanziario che avrebbe anche potuto spostare i valori di forza.

F1 Ferrari Red Bull Racing (Ansa Foto)
F1 Ferrari Red Bull Racing (Ansa Foto)

Il team austriaco sarebbe andato oltre il limite di ben 10 milioni, secondo quanto riportato dal noto magazine tedesco AMuS. E non è tutto perché il team principal della Mercedes, Toto Wolff, avrebbe ricevuto una spifferata sulla delicata questione da una talpa interna alla FIA, ex braccio destro del team principal della Mercedes. Sarebbe, davvero, clamoroso se tutto fosse confermato nei prossimi giorni. Inizialmente l’atteggiamento della Red Bull Racing è sembrato molto sulla difensiva, affermando che fossero un bersaglio facile. In occasione del round di Singapore in RB hanno annunciato: “abbiamo inserito spese che magari si potevano tenere fuori” e “i regolamenti sono nuovi e complicati”.

Un tentativo estremo di mettere le mani avanti, sfruttando anche una lacuna regolamentare. Difatti, ancora ora, non sono chiare le eventuali penalità a cui potrebbe andare incontro la squadra. Una volta ascoltate le parole di Horner, la Ferrari è andata all’attacco. Laurent Mekies ha dichiarato: “Non è più un segreto che alcuni team siano stati sopra i limiti imposti dalla FIA: una in modo molto pesante, una in modo forse meno significativo. È qualcosa di molto grave per la quale ci aspettiamo una gestione e una presa di posizione esemplare da parte della FIA”. Mattia Binotto non si è discostato di molto dal pensiero del direttore sportivo del Cavallino. L’ingegnere di Losanna confida nella FIA e si augura che vengano prese misure straordinarie per punire i team che hanno sforato il budget.

F1, ecco cosa rischia la Red Bull

Secondo l’emittente televisivo olandese Ziggo Sport alla Red Bull Racing verrebbe comminata una multa di 7,5 milioni di dollari. Inoltre il team con sede a Milton Keynes dovrebbe avere a disposizione meno ore del previsto in galleria del vento in vista del 2023. L’indiscrezione, confermata anche da altri tabloid inglese, non darebbe un grosso scossone alla squadra con sede a Milton Keynes. Sul piano economico qualche milione in più di multa da pagare non sposterebbe gli equilibri finanziari di un colosso, mentre a rimanere colpiti, sul piano tecnico, sarebbero stati i competitor. Una decurtazione di punti, invece, avrebbe un impatto importante.

Sta di fatto che le violazioni del team austriaco sarebbero partite nella scorsa stagione. Nel 2021 il budget cap era bloccato a 145 milioni di dollari. Nel 2022 il limite si è abbassato a 140 milioni, anche se in realtà la cifra esatta è di 142 milioni di dollari perché è stato deciso che per ciascuna gara in più, oltre le 21, il budget aumenta di un milione. Dalla stagione 2023 in poi, il budget cap sarà, ulteriormente, ribassato a 135 milioni di dollari. Se uscirà fuori che la Red Bull Racing ha, addirittura, sforato di 10 milioni, saremo davanti uno scandalo senza precedenti storici. A rendere ancor più assurda la situazione furono le parole pronunciate da Christian Horner in occasione della tappa di Monaco, corsa a maggio.

Sono convinto che tutte le squadre principali andranno oltre la soglia dei 140 milioni di budget cap – disse il TP della RB a Sky Sports – Qual è la sanzione per una violazione lieve di questo tetto salariale? Perché un aggiornamento, che può anche costare sui 4,5 milioni può fare la differenza nella corsa al mondiale, perciò c’è bisogno di chiarezza e trasparenza nel più breve tempo possibile”. Insomma le vittorie della Red Bull Racing risulterebbero falsate. Una ammissione che, forse, il manager inglese nemmeno ricorderà di aver detto.

Il 10 ottobre la Federazione Internazionale dell’Automobile renderà pubblici i documenti di analisi finali di tutti e dieci i team di Formula 1, proprio dopo la gara di Suzuka. Lo scorso 5 ottobre la questione non è stata risolta, così la FIA ha deciso di rinviare il tutto di qualche giorno, anche per prendersi tutto il tempo necessario. Non è la prima vola che in F1 scoppia il caos. Ecco cosa è accaduto a Monza quest’anno alla vigilia del Gran Premio d’Italia. Date una occhiata anche ad un retroscena inquietante sulla Ferrari: spunta un dettaglio clamoroso. Ricordiamo che anche l’Aston Martin del boss Lawrence Stroll potrebbe subire delle penalità. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.