Cinque errori da evitare per non compromettere la propria carriera lavorativa

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Quali sono i grandi errori da evitare nella carriera lavorativa di tutti i giorni? Proviamo a scoprire, insieme, punti deboli e insidie.

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Gli Americani non saranno capaci di cucinare come solo noi italiani sappiamo fare. E magari saranno in grado di divertirsi come solo noi sappiamo fare, in quello che era una volta il Paese dell’allegria, del sole e del mare (oggi le cose sembrano leggermente cambiate anche in questo senso).

E magari non possiedono quel pathos, quei legami, in particolare familiari, che noi italiani ci portiamo avanti, a lungo, nel tempo. Si sa, il giovane americano, più libero, più freddo nei rapporti interpersonali, va via di casa a 18 anni, si rende in fondo indipendente. Noi un po’ “mammoni”, ma sempre profondamente legati al nucleo familiare, se “restiamo nei paraggi” e ci costruiamo una famiglia vicino al luogo natìo, la domenica e le feste comandate stiamo rigorosamente tutti insieme.

Italiani sole e mare: non basta più

Ma alla fine chi vince e soprattutto chi supera le dure sfide del mondo lavoro? Sono loro, i cittadini d’Oltreoceano, forti di una mentalità lavorativa profondamente diversa dalla nostra.

Secondo la mentalità americana, se non sei tu stesso ad avere fiducia nelle tue capacità, come credi che possano averla gli altri? Come puoi sperare di convincere gli altri a supportarti e ad investire nel tuo progetto?

Dal 2016 molte leggi per viaggiare ed andare a lavorare negli Stati Uniti sono cambiate e sono state introdotte delle novità come il passaporto elettronico biometrico e altre cose.

Nonostante gli aggiornamenti delle regole e della burocrazia gli Stati Uniti d’America rimangono un’area che attrae ogni anno tanti stranieri per studio, arte e professione.

Le opportunità che offrono le principali città statunitensi sono molteplici e le aziende premiano disoccupati, professionisti di tutti i settori con contratti importanti e stipendi certi.

Certo, trasferirsi in un altro continente non sarà semplice. E ci vorrà molta pazienza partendo dalla burocrazia che vede l’obbligo di fornirsi del visto di ingresso. Ce ne sono diversi a seconda dello status con cui entri e che è importante chiarire subito.

Carriera lavorativa: la famosa mentalità americana

Per entrare negli Stati Uniti infatti bisogna avere idee chiare e progetti importanti da realizzare, è nella mentalità degli americani purtroppo non perdere tempo. Occorre pensare solo in grande, visto che si vive in città che sono affollatissime e molto dinamiche. Immaginando solo New York gli italiani che vivono lì raccontano una città dove ogni giorno è sempre diverso dall’altro e dove regole cittadine, civili e professionali vengono seguite alla perfezione con una concorrenza e una gara sociale molto severa.

Alla fine chi è più bravo ha sempre il posto sicuro ma vivrà la pressione di una mentalità collettiva e individuale che punta sempre al meglio e alla crescita.

Negli Stati Uniti, datori di lavoro, imprenditori e docenti di qualsiasi scuola sono molto tecnologici e amanti della sintesi.

Carriera lavorativa e ricerca di lavoro: quando noi italiani scambiamo l’eccessiva sicurezza per vanità

La ricerca del lavoro, primo impiego o carriera specifica può partire anche dall’Italia usando strumenti come Skype, sono richiesti curriculum sintetici e mirati alla formazione, competenze e esperienze professionali concrete e dirette.

Da noi, invece, l’eccessiva sicurezza viene scambiata come una forma di vanità. Stretti nella stretta morsa dell’invidia, gli italiani sono disposti a perdonare qualsiasi crimine tranne il successo. E questo è anche per via della paura del cambiamento: tutto ciò che viene fatto meglio dagli altri spaventa perché mette in competizione.

E diciamoci la verità: in Italia la competizione, la concorrenza, trovano lo stesso habitat di un orso bianco nel deserto. 

Gli americani nel lavoro chiedono flessibilità e dinamicità. Noi siamo abituati a tutto questo?

Spesso, nel corso della vita, ci ritroviamo a dover fare i conti con un cambiamento, come la fine di una relazione, il trasferimento in un’altra città, la partenza di un caro amico, la morte di una persona cara o la perdita del lavoro. Perfino i cambiamenti positivi, come la nascita di un figlio, l’adozione di un cucciolo o l’inizio di un nuovo lavoro, possono essere fonte di stress. I cambiamenti comportano delle difficoltà, ma ci sono alcuni sistemi per superarli e renderli meno traumatici.

Tutto questo accade anche nel mondo del lavoro. Ecco perché ti elencheremo adesso una serie di errori da evitare, legati proprio a delle “debolezze” palesi che nella media gli italiani, non tutti per carità, manifestano.

Carriera lavorativa: le regole per mantenere saldo il proprio posto di lavoro

  • Sbagli se ti abitui troppo al “non cambiamento”.
  • Sbagli se non hai un punto di riferimento su cui costruire il tuo successo.
  • Sbagli se cerchi sempre il consenso altrui
  • Sbagli se pensi di poter fare sempre tutto da solo
  • Sbagli se non hai trovato nel tempo la tua forma di equilibrio

Punto 1. Lo abbiamo già accennato. Il lavoro è diventato flessibile, il cambiamento costante è dietro l’angolo. E non parliamo solo di possibilità di carriera, ma di fatto pensiamo alla necessità che non bisogna mostrarsi deboli di fronte al rischio del nuovo. Se poi quell’occasione vada o meno in porto, molto spesso dipende anche da noi. Ovviamente, ponderiamo bene la nuova scelta, non gettiamoci a capofitto dal quinto piano. Ma nemmeno possiamo rimanere tremolanti e incerti che il successo bussi alla nostra porta.

Punto 2. La sicurezza in se stessi è importante, ma non deve mai diventare un eccesso. Così come, fondamentale, è non perdere mai stimoli. Per fare questo, ed emergere, nel luogo di lavoro, occorre sempre avere un riferimento, una persona che rappresenta un modello su cui costruire la nostra scalata. Si chiama ambizione a migliorarsi.

Punto 3. Insicuro e alla ricerca sempre dei complimenti dei colleghi e del capo? E pensi davvero che ti riempiranno di gratificazioni alla prima occasione? Non si può pensare di costruire la propria vita lavorativa, cercando sempre il consenso altrui. Nel contempo però dobbiamo essere pronti a sottoporci al giudizio di chi ci sta intorno.

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La parola magica è equilibrio

Punto 4. Pensi davvero di poter fare tutto da solo? Pensi davvero di essere invincibile? E’ qui che potresti commettere l’errore più grande, è qui che potrebbe cominciare la tua parabola discendente.

Punto 5. Occorre trovare una forma di equilibrio. Non è semplice da spiegare, ci proveremo. Ci hanno insegnato a misurare il successo sulla base dello stipendio e del titolo dato a quel ruolo. Il successo è una componente di fattori. È sicuramente il denaro, perché dà la serenità. Ma la serenità non si conquista solo con il denaro. Ci vuole una famiglia felice, ci vuole l’amore, ci vuole la salute, ci vuole il tempo libero. Il successo è il giusto equilibrio tra questi fattori.