Birra a rischio, gli esperti lanciano l’allarme: la situazione a livello nazionale

La birra è una delle bevande più amate al mondo, anche dagli italiani. Ma una ricerca ha lanciato l’allarme e ha sottolineato che la produzione è seriamente a rischio: ecco che cosa succede.

La birra è una delle bevande più antiche del mondo, essendo stata inventata prima della lingua scritta. Ed è anche la bevanda alcolica più consumata sulla Terra. Basti pensare che è la terza bevanda più popolare al mondo, più popolare sia del vino che del caffè , dietro solo all’acqua e al tè. Ma alcuni dati resi pubblici dal Consorzio sono altamente allarmanti.

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fonte foto: AdobeStock

Quasi tutte le persone amano bere birra in qualsiasi stagione, sia in inverno che in estate. Viene solitamente prodotta con malto d’orzo, sebbene possa anche essere prodotta con grano, mais o riso. La produzione della bevanda è un processo a più stadi che prima converte gli amidi nei cereali in zuccheri e poi li fermenta con il lievito. Un processo che potrebbe essere messo a rischio a seguito del cambiamento climatico.

Il Consorzio della birra italiana ha lanciato un vero e proprio allarme per quanto riguarda l’amata bevanda alcolica. L’emergenza climatica sta mettendo in pericolo qualsiasi cosa, compresa proprio la produzione di tutti i tipi di birre che sono presenti. Andiamo a vedere i dettagli e che cosa sta succedendo.

Birra a rischio per colpa del cambiamento climatico: l’allarme degli esperti

Il nuovo allarme lanciato dagli esperti è proprio il fatto che la birra è a rischio. La bevanda, bevuta moderatamente riduce il rischio di una patologia, potrebbe subire il peso del cambiamento climatico e dell’emergenza siccità. Un problema che ha generato un taglio del 20 per cento di circa trentamila ettari del malto di birra che sono stati coltivati nel nostro territorio.

Il caldo esponenziale, aumentato a causa della tempesta solare che si è riversata sulla terra, insieme alla mancanza di piogge sta mandano in crisi seriamente la produzione agroalimentare. In particolare a rischio è proprio il raccolto di orzo adibito per la produzione di malto. Nonostante i tanti investimenti, adesso è il momento di fare i conti con la siccità.

Ma la siccità non è solo l’unico problema che sta preoccupando gli esperti ed i produttori della bevanda alcolica. L’allarme arriva anche da due fenomeni che si stanno verificando sempre più di frequente. Si tratta dell’alternanza tra il caldo rovente e grandinate improvvise. Uno sbalzo che mette a rischio il raccolto.

Senza parlare dei rincari e degli aumenti della produzione che il Consorzio ha sottolineato che si tratta di un 30 per centro in più. In pratica è stato sottolineato che se non venisse confermata la riduzione delle accise la filiera potrebbe avere degli effetti devastanti sulla produzione.

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