Agenzia delle Entrate: occhio alla email: l’avete ricevuta?

Nelle ultime settimane si stanno verificando tanti tentativi di phishing. L’ultimo è a nome Agenzia delle Entrate. Ecco come difendersi.

Phishing Agenzia delle Entrate (AdobeStock)
Phishing Agenzia delle Entrate (AdobeStock)

Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, l’accredito sul conto delle tredicesime e nuovi introiti stanno aumentando i tentativi di phishing. Nell’ultimo periodo ci sono stati tantissimi tentativi. Bisogna stasera sempre attenti a qualsiasi comunicazione arrivi. Pochi attimi e si potrebbe perdere tutto. In questo ultimo caso, la protagonista è l’Agenzia delle entrate. Seppur si stia parlando di Pubblica Amministrazione, questa, non è esente da tali tentativi.

I nostri dati sono sempre in pericolo, non c’è un metodo che garantisca sicurezza. Anzi, più ci immergiamo nel web e più è alta la probabilità di finire nel mirino dei cybercriminali. A questo punto, è importante capire come difendersi e che la guardia va tenuta sempre alta.

Come riportato da QuiFinanza che riprende altri siti, negli ultimi giorni ci sarebbe una comunicazione firmate Agenzia delle Entrate. Il tentativo di phishing sfrutterebbe la PEC dell’Ente. Andiamo a vedere di che tipo di comunicazione si tratti e come capire che siamo davanti ad una fake.

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Truffa a nome Agenzia delle Entrate: occhio ai dettagli

Quando arrivano le comunicazione dobbiamo sempre stare attenti, a maggior ragione se queste portano un nome così pesante. La prima cosa che si guarda è il mittente, in questo caso è “dc.liquidazione5.noreply@pec.agenziaentrate.it”. Già qui possiamo sottolineare una prima stonatura. Questo perché l’email dell’Agenzia è “dc.gt.liquidazione1.noreply@pec.agenziaentrate.it” oppure l’altra è uguale ma cambia solo il numero che è 2. Come vediamo, a mancare nell’email iniziale è la dicitura “gt“.

La seconda cosa è l’oggetto, anche qui c’è qualcosa che stona. Si parla di “Riservata personale:id_comunicazione:014601731900100 [entrate|agedc001|registro comunicazioni|9280886|07-12-2021]198559244. Infine si arriva al testo. Anche qui si avvertiranno segnali non proprio lineari.

Per difendersi, bisogna fare sempre attenzione al mittente poi si vede se l’italiano è corretto o meno. Si arriva al punto di vedere se la comunicazione è diretta a noi, se i caratteri utilizzati sono lineari oppure il tutto è frutto di un copia e incolla maldestro. Poi si va nel testo e si vedono se ci sono collegamenti. Se sono presenti bisogna, col mouse, verificare se il link corrisponde al testo. Diffidiamo dai link accorciati del tipo bit.ly. Questi non fanno capire la destinazione. Per quanto riguarda gli allegati, questi devono avere sempre una solo estensione. Un documento con .docx.exe rappresenta una probabile trappola.

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Ricordiamo, come sempre, che in caso di dubbio c’è la possibilità di contattare l’ente di riferimento. Email, telefono o altro non fa differenza, è possibile chiedere assistenza sempre. In ultima battuta, l’Ente non invia mai per email comunicazioni in cui ci sono dati del contribuente.

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