Agenzia delle Entrate, attenti a questa scadenza: la multa è salatissima

L’Agenzia delle Entrate è vigile e pronta ad effettuare qualsiasi controllo. Attenzione a questa scadenza che potrebbe causare una sanzione pesantissima.

Agenzia delle Entrate e dichiarazione dei redditi (AdobeStock)
Agenzia delle Entrate e dichiarazione dei redditi (AdobeStock)

Le tasse e le dichiarazioni sono sempre da ricordare. Qualsiasi dimenticanza può portare a controlli, e poi multe, da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le sanzioni, come possiamo immaginare sono davvero salatissime. L’ente è importante anche per i bonus. Ad esempio, poco tempo fa c’è stato un chiarimento sul bonus casa. Insomma, l’Agenzia è sempre attenta a tutto.

Ma bisogna stare molto attenti alle scadenza. Come quella che riguarda la dichiarazione dei redditi. Al di là dei casi in cui è permessa l’esenzione, gli altri soggetti devono presentarla. La scadenza era il 30 novembre. Come vediamo, il termine è scaduto ma l’Agenzia delle Entrate permette un periodo di “pentimento”.

Ma entrambi i casi portano delle sanzioni molto pesanti. Si rischia da un 120 ad un 240% in più sulle imposte da pagare. Sanzioni prevista anche per chi non avrebbe nessuna imposta da sostenere. In questo caso, come riportato da proiezionidiborsa, la sanzione andrà dai 250 ai 1000 euro. Ma andiamo a vedere nei dettagli il nuovo termine concesso.

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Agenzia delle Entrate: ecco il termine del periodo di “pentimento”

Il periodo che concede il Fisco è quello di 90 giorni per risolvere tutte le questioni in sospeso. Quindi, il nuovo termine è il 28 febbraio 2022. Il periodo, però, comunque comporta delle sanzioni. Queste, una volta superato il termine principale, ci sono in ogni caso. Nel caso in cui non ci siano imposte da pagare, la sanzione avrà uno sconto pari ad un decimo. Ad esempio, si pagheranno 25 euro su una sanzione prevista di 250 euro. In presenza di imposte da pagare, l’agevolazione arriverà ad un massimo del 30%.

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La situazione degenera se la dichiarazione non si presenta neanche nel periodo di “pentimento”. In questo caso viene dichiarata omessa. Invece, se si presenta con quella dell’anno successivo, la sanzione può essere dimezzata. Da un 120 massimo 240% si passerà ad un 60 massimo 120%. Caso che vale sia in presenza di imposte da versare sia nel caso che queste non ci siano. Nel secondo caso, la multa può andare da 150 ai 500 euro.