Legge 104, quando si possono usare i permessi? Ecco cosa dice la giurisprudenza

La parte burocratica italiana è molto ostica, per ogni legge ci sono tanti dettagli. Questi riguardano anche la legge 104. Come utilizzare i permessi?

Legge 104 (Adobe Stock)
Legge 104 (Adobe Stock)

Molto spesso sentiamo vicende che conducono a usi non proprio legittimi dei permessi. Alle volte, i furbetti tendono a voler sfruttare certe situazioni a proprio vantaggio. Discorso che riguarda anche i permessi della legge 104. Cosa che porta, in caso di scoperta, a delle conseguenze davvero pesanti.

Come ben sappiamo la legge 104 del 1992 permette alle persone disabili di avere assistenza continuativa e totale. Naturalmente, ogni persona con deficit ha bisogno del giusto sostegno. Che questo arrivi da un familiare oppure da una persona addetta a svolgere quel compito. Per questo motivo esistono i permessi, così da dedicare il giusto tempo.

Proprio su questo argomento, la giurisprudenza è stata costretta a pronunciarsi. Soprattutto sull’uso illegittimo dei permessi. Le conseguenze possono essere davvero pesanti. Andiamo a vedere insieme come utilizzare bene i permessi.

Legge 104: cosa dice a giurisprudenza sui permessi

Come riportato dal sito laleggepertutti.it, dal 2000 si possono ottenere i permessi anche se non si vive con il disabile. Cosa che ha permesso, a quanto dice la giurisprudenza, di utilizzare i permessi anche se il disabile vive con altre persone. Questo, però, ha portato un confine sottilissimo tra il regolare uso e l’abuso.

Quello che è certo è che, i permessi, non si possono usare per fare altro. Se un lavoratore ha un permesso deve dedicarsi al disabile in questione. Se non lo fa, rischia seriamente il licenziamento per giusta causa. Non può in alcun modo fare altro. L’intervento deve essere di assistenza permanente, globale e continuativo.

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Ovviamente, il beneficiario del permesso deve dedicarsi anche alla sua vita. Per questo motivo non è un uso improprio del permesso se fa altro dopo aver prestato assistenza. Tutto questo è soggetto a controlli. Quindi, chi crede di poter fare tutto con il permesso rischia davvero grosso. Naturalmente ci devono essere prove a sostegno per il licenziamento. Senza quelle, le accuse cadranno. Cosa già dimostrata dalla Cassazione che ha annullato un licenziamento perché l’agenzia investigativa non aveva fornite prove effettive.