Sorpresa pensione | Beffa bagaglio a mano | Il cibo che fa male al cervello

Disagi sui bagagli a mano per i passeggeri, ritiro pensione anticipata a dicembre, alcuni alimenti possono nuocere al nostro cervello: le notizie della settimana. 

Bagagli a mano, Poste Italiane, Cervello (Adobe Stock)
Bagagli a mano, Poste Italiane, Cervello (Adobe Stock)

Tra le notizie di questa settimana troviamo la nuova politica di alcune compagnie aeree sulla tariffa sul bagaglio a mano che sta provocando disagi in alcuni passeggeri. Poi c’è l’annuncio di Poste Italia per ritirare la pensione in anticipo.

Tra i temi caldi di questa settimana ce n’è anche una che riguarda la salute. Uno studio ha rivelato che ci sono alcuni alimenti che, se mangiati spesso, possono danneggiare il cervello. Ma vediamo ogni notizia nel dettaglio.

Nuova tariffa sui bagli a mano: ecco cosa succede

I disagi legati alla pandemia e al conseguente lockdown hanno costretto numerose compagnie aeree a cambiare la loro politica in merito ai bagagli a mano. Questa è una strada iniziata da RyanAir e seguita da EasyJet e Vueling.

La compagnia spagnola permette solo di avere la borsa a mano, mentre il trolley è a pagamento. Una tariffa che dovrebbe partire dal prossimo 23 novembre. Questa posizione, che ben presto potrebbe essere presa anche dalle altre compagnie, sta creando diverse preoccupazioni e disagi tra i passeggeri.

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Poste Italiane, pensione anticipata a dicembre: ecco quando

Con l’arrivo di dicembre ci sarà non solo il consueto assegno mensile, ma anche la tredicesima. Quest’anno, Poste Italiane ha annunciato la possibilità di ritirare la pensione anticipata. Una possibilità data per chi non ha un conto corrente postale o bancario e quindi si deve recare allo sportello.

Ma il ritiro avverrà in ordine alfabetico dal 25 novembre al 1° dicembre. Questo per evitare assembramenti e consegnare ai pensionati il loro assegno mensile in maniera sicura e ordinata, senza disagi.

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Cervello, alcuni cibi possono nuocere gravemente: ecco quali evitare

Alcuni ricercatori dell’università di Atene hanno pubblicato uno studio in cui hanno rivelato che l’alimentazione è un fattore importante per il declino cognitivo e per la demenza. Nella ricerca hanno partecipato mille cittadini con età media di 73 anni.

È emerso che coloro che hanno consumato meno alimenti antinfiammatori avevano un rischio di demenza e deficit cognitivo triplicato rispetto a quelli che hanno consumato con frequenza frutta, verdura, legumi e caffè.

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