Raffaele Sollecito, che fine ha fatto? Ecco dove lavora e dove vive

A dieci anni dall’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, si torna a parlare del caso Meredith Kercher. Vediamo che fine ha fatto Sollecito. 

Raffele Sollecito (Getty Images)
Raffele Sollecito (Getty Images)

Dopo 14 anni in cui l’Italia intera si è fermata per parlare del delitto di Perugia, Amanda Knox, dopo aver ironizzato su quanto le è successo, parla per la prima volta in una televisione italiana, precisamente a Le Iene, su quanto successo. La donna era stata condannata insieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito, poi definitivamente assolti.

Una decisione che lasciò a bocca aperta tantissime persone che gridarono all’indignazione per la sentenza del tribunale. Dopo una lunghissima battaglia legale, che portò anche l’opinione pubblica a schierarsi dall’una o dall’altra parte, Sollecito e Amanda furono sollevati da ogni accusa per l’omicidio di Meredith Kercher.

A dir la verità, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ci andò pesante contro l’Italia. Nel 2019, infatti, il nostro paese è stato condannato a versare 18.400 euro per la violazione del suo diritto alla difesa. Ma vediamo che fine ha fatto Sollecito.

Raffaele Sollecito: “Da oggi sono ingegnere e nessuno mi associa più alla vicenda”

Per quello che sappiamo, oggi Raffaele Sollecito lavora come ingegnere informatico. Quando all’epoca fu commesso l’omicidio di cui fu accusato ed in seguito prosciolto, era solo uno studente di ingegneria. E’ riuscito a conseguire la laurea nel 2008, quando era ancora detenuto nel carcere di Capanne nel capoluogo umbro.

Nel 2014, invece, da “uomo libero” è riuscito a prendersi una laurea specialistica in ingegneria informatica all’università di Verona. “Oggi finalmente per tutti sono solo l’ingegner Sollecito e nessuno mi associa più alla vicenda. – ha detto Raffale recentemente all’Ansa – Anche se per me rimangono nell’anima le ferite per quello che ho subito”.

Poi ha raccontato che in questi dieci anni – da quando è stato assolto il 3 ottobre 2011 – ha avuto diverse difficoltà. Perché in molti lo associavano al delitto. “Però sono andato avanti e ora sono dipendente di una grande azienda a Milano. – prosegue Raffaele – E mi occupo di architetture in Cloud per società medio-grandi”.

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Raffale, inoltre, aveva detto che gli è dispiaciuto che la magistrature e le istituzioni gli avevano voltato le spalle. In tutto questo, però, è riuscito sempre a contare sul sostegno della famiglia che non lo ha mai lasciato solo.