Mascherine, gli incredibili errori da evitare: ecco quali sono

Mascherine in tempi di Covid: rappresentano, gioco forza, la realtà con cui dobbiamo convivere da oltre un anno.

Mascherine (AdobeStock)
Mascherine (AdobeStock)

Una corretta informazione sulle caratteristiche delle mascherine sanitarie e su quali è realmente necessario adoperare, in base al luogo di lavoro e all’ambiente dove viviamo e lavoriamo, rappresenta un percorso obbligato.

La conoscenza, in tempo di emergenza sanitaria, rappresenta, in maniera assoluta “la strada maestra” da intraprendere per affrontare con serenità la quotidianità con cui siamo alle prese. La complessa realtà delle mascherine, ha avuto due volti, perfettamente distinti, durante questa pandemia. Nei primi tempi scarseggiavano totalmente, eravamo quindi nel panico: trovarle era una impresa e i prezzi erano decisamente esorbitanti. Nel “secondo tempo” dell’emergenza è nata la confusione tra le funzioni delle mascherine chirurgiche, in dotazione ai cittadini, e le famose FFP2 e FFP3 che invece sono rigorosamente in dotazione agli operatori sanitari per le loro caratteristiche.

Mascherine: tutto quello che c’è da sapere per una corretta informazione

In verità le mascherine hanno iniziato a scarseggiare molto prima dell’inizio dell’emergenza e questo ha generato, intorno alla loro figura, quell’alone di oggetti indispensabili che forse si ritrovano addosso in maniera esagerata.

Questo non perché non siano importanti, ma perché se si tratta di quelle chirurgiche, da sempre in dotazione a personale medico come i dentisti, non proteggono dalla trasmissione del virus, è bene si sappia.

Ma certamente consentono, in caso di mancato distanziamento (un viaggio in piedi in una metropolitana), che le proprie gocce di saliva fuoriescano ad entrino a contatto con gli altri.

In questo caso facciamo riferimento al fenomeno del droplet. Semplificando al massimo il concetto, si tratta di quel fenomeno che permette alle microgoccioline di saliva emesse quando si parla o si tossisce/starnutisce di disperdersi. In caso contrario si favorisce, quindi, il contagio di un virus, anche solo influenzale.

Mascherine: differenza tra quelle chirurgiche e le famose FFP2 e FFP3

La differenza tra una mascherina chirurgica e le FFP2 e FFP3 consiste nella reale capacità di queste ultime, in esclusiva dotazione al personale sanitario, di rivelarsi efficaci per quanto riguarda il filtraggio di polveri e smog.

Per tanto possono rappresentare un reale strumento anti-covid, ma non una certezza assoluta. Perché altrimenti migliaia di medici e infermieri che per mesi le hanno avute in dotazione si sarebbero infettati?

Senza naturalmente dimenticare la triste realtà dei primi mesi di emergenza.

Dove il personale sanitario non disponeva in alcun modo degli strumenti di protezione necessari, tute e mascherine in primis, per affrontare un nemico subdolo, sconosciuto, invisibile.

Sin dal primo momento, almeno per la quotidianità dei cittadini, l’Organizzazione Mondiale della Sanità fatto sapere che le mascherine non erano indispensabili. In tal senso, per ovviare al loro uso, si deve sempre riuscire a riusciva a mantenere una certa distanza dalle altre persone.

Senza dimenticare le rigorose attenzioni come l’igiene personale e la necessità di starnutire tenendosi una mano sul volto.

Gli errori da evitare per tutelare la propria salute e quella degli altri

Sono tanti gli errori che ogni giorno noi “personale non medico” commettiamo nell’uso quotidiano delle mascherine. Intanto si chiamano monouso non a caso: dopo un minimo di tempo vanno gettate e cambiate. Ricordarsi sempre che nel caso si debba toglierle o metterle, meglio maneggiarle dai laccetti/elastici di chiusura. In questo modo eviteremo di toccarla nella parte anteriore e di infettarla.

LEGGI ANCHE >>> Altro che stop alle mascherine, l’esperto: “Le porteremo per sempre”

Gli esperti consigliano sempre, una volta tolta la mascherina, a casa, di riporla in un luogo dove non si contamina a contatto con altri oggetti. Se si hanno mascherine in cotone, meglio lavarle sempre in acqua bollente.