Lutto nel mondo della cultura, è morto il ‘papà’ del Sudoku

Il mondo dei giochi è in lutto e piange la scomparsa del giapponese Maki Kaji. L’uomo era considerato il ‘padre’ del Sudoku.

Maki Kaji (Facebook)
Maki Kaji (Facebook)

Molti conosceranno il gioco di logica del Sudoku. I più appassionati saranno sconvolti dalla notizia appena arrivata. Come riporta l’Ansa, Maki Kaji è morto all’età di 69 anni. Lui era considerato il padre di questo gioco di logica.

Il Sudoku è un gioco antichissimi, la sua invenzione risale al 18esimo secolo da un matematico svizzero, Eulero da Basilea. Un gioco diventato mondiale, non a caso venne adattato e sviluppato in America. Maki Kaji ha avuto l’onore di diffonderlo al grande pubblico con questo nome, Sudoku, che in giapponese significa numero (su) solitario (doku).

Una gravissima perdita per un gioco che ormai è famosissimo. Il gioco tradizionale si struttura così: c’è una griglia suddivisa in 9 colonne orizzontali e 9 verticali. Lo scopo è quello di riempire le 9 sottogriglie con i numeri da 1 a 9 in modo tale che siano presenti.

Lutto nel Sudoku: è scomparso Maki Kaji

Kaji non è stato l’inventore del gioco ma questo non gli ha impedito di essere uno dei suoi massimi esponenti. Da molti è considerato il ‘padre’ del Sudoku. La notizia è diffusa dalla casa editrice. Riportando come l’uomo fosse gravemente malato di cancro e sia morto nella sua abitazione.

Proprio la Nikoli ha lavorato con il Sudoku nei primi anni ’80, prima in territorio locale poi anni dopo si diffuse come vero passatempo in Europa e Stati Uniti. Come riporta l’Ansa, oggi si parla di una cifra vicino ai 100 milioni di persone che praticano questo gioco. Ed esiste anche una competizione, un campionato del mondo nato nel 2006 in cui ci sono tante varianti.

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Il Sudoku e il suo significato è spiegato dallo stesso Maki Kaji alla BBC, lungo un’intervista datata 2007, disse: “È come la caccia al tesoro. Non è pensare ad una eventuale ricompensa economica, piuttosto all’intero processo di stimolo emotivo nel tentare di trovare la corretta soluzione”.