Il Prof. Galli sulle possibili chiusure: “Piste da sci andavano già chiuse prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:51

Massimo Galli è intervenuto in merito alla questione chiusure lanciata dal consigliere del ministero della Salute.

Massimo Galli
Massimo Galli vaccino (Facebook)

Il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è entrato nel merito della questione chiusure, intervenendo in diretta presso una nota trasmissione tv. Galli si dice totalmente convinto del fatto che le piste di sci, ad esempio, andassero chiuse molto prima di quanto poi è stato fatto, considerando, inoltre, necessaria una azione convinta e decisa da parte del Governo in questa fase, prima che sia troppo tardi.

In merito all’ultima dichiarazione ha poi espresso la sua vicinanza nei confronti del consigliere del ministro della Saluta, Walter Ricciardi, che aveva parlato dell’esigenza di un lockdown totale per poi consentire al paese di riprendersi gradualmente. La posizione di Ricciardi insomma piace molto a Galli e si dice pronto a sostenerla, perchè è di questo che oggi il paese ha bisogno, considerata la delicata situazione. Occorre intervenire.

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Il Prof. Galli sulle possibili chiusure: “Regioni colorato hanno funzionato poco”

“Ricciardi ha ragione in linea di principio – spiega Galli –  perché è davanti agli occhi di tutti che la faccenda delle Regioni colorate ha funzionato molto poco senza toglierci dal problema. Sono rimasto spaventato dai bar pieni a Milano durante il weekend – ha aggiunto – sono a favore delle attività all’aperto in certi contesti, ma il virus si muove sulle gambe delle persone e circola con le persone in tutte le situazioni che permettono una circolazione al chiuso e all’aperto”.

“Se vacciniamo molto riusciremo a essere fuori dai guai prima – conclude – e sul vaccino credo non ci siano dubbi: serve un Governo centrale forte, in grado di coordinare la campagna vaccinale al meglio e che abbia anche la capacità di sfruttare ogni possibile risorsa anche a livello periferico, possibilmente non in contrasto, ma in coordinamento. Si deve agire tutti dalla stessa parte”.