“Forse il vaccino lo dovremo rifare nel 2022”: parola di Sileri

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Il vaccino avrà una stagione due. In attesa del piano nazionale, il viceministro Sileri ha annunciato che è previsto si arrivi fino al 2022

Il vaccino che da fine 2020 ha iniziato a circolare, come noto prevede un richiamo da fare a tre settimane di distanza. Un protocollo comune a molti vaccini. Però le novità, a detta del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri,  arriveranno nel 2022 con la seconda tranche dello stesso vaccino.

Mara Venier, nel corso dell’ultima puntata di Domenica In, ha intervistato il Viceministro della Salute, Paolo Sileri, sulla campagna vaccinale contro il Coronavirus: domande semplici ma pratiche. “Il vaccino arriverà in dosi scaglionate. Siamo partiti con Pfizer perché è stato approvato dall’ente regolatore europeo, poi aspettiamo ModernaAstraZeneca e gli altri vaccini. Quando saranno tutti approvati basteranno a vaccinare tutta la popolazione italiana” ha dichiarato Sileri aggiungendo: “Nell’arco del primo semestre tutte le ditte saranno disponibili e la vaccinazione andrà avanti per tutto il 2021. Chi deve essere protetto fin da subito? Tutti gli operatori sanitari, gli anziani perché se si ammalano vanno più facilmente incontro a complicanze gravi e morte e a seguire il resto della popolazione”.

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“Forse il vaccino lo dovremo rifare nel 2022”: parola di Sileri. Il viceministro ha poi spiegato i sistemi di conservazione

Nel corso del dialogo, alcune domande sono state poste anche sul tema della conservazione. Prevista attraverso l’utilizzo di celle frigorifere industriali: “Tranne Pfizer che è a -75° e Moderna che è a -20°, gli altri vaccini sono sovrapponibili a quelli antinfluenzale, cioè basta la temperatura di un frigorifero normale. Per le dosi dobbiamo aspettare la certificazione dell’ente regolatorio dopo che ha valutato i dati. Chiaramente un vaccino a -75° significa che devi tirare fuori la scatola e vaccinare subito, uno che si conserva tre 0 e 4° può essere fatto ovunque. Anche all’interno delle farmacie, ma lo inoculerà sempre un medico. Ad esempio anche gli odontoiatri si sono offerti per la vaccinazione attiva”.