Movimento Cinque Stelle al voto, quesito (quasi) chiaro

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Dopo un giorno di ritardo, oggi sarà tempo di Movimento Cinque Stelle al voto. Infatti le  consultazioni interne al partito hanno portato i grilli alla produzione del quesito 

Beppe Grillo (Getty Images)

Che i cinque stelle avessero paura del voto sulla piattaforma Rousseau era chiaro fin da principio. Nonostante il richiamo del capo dello stato alla responsabilità nazionale, gli esponenti del movimento non si sono voluti e potuti negare alla loro forma di democrazia diretta.

La consultazione è sempre un rischio, tanto più se le varie anime del Moviemento Cinque Stelle spingono apertamente in direzioni diverse. Di Battista si è fin da subito schierato contro Mario Draghi, l’apostolo delle banche. Salvo poi raddrizzare il tiro, sostenendo che è legittimo non sostenere un personaggio verso cui comunque si nutre stima e se ne rispetta la preparazione.

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Movimento Cinque Stelle al voto, quesito (quasi) chiaro. Nuovo ministero al centro

I cinque stelle hanno già detto esplicitamente cosa vogliono in questo terzo governo che li  vede protagonisti: il Ministero della transizione ecologica. Come tutte le scatole appena create, potrebbe essere vuota oppure centrale.

Il voto di Rousseau sul governo Draghi, sospeso ieri mattina, è stato rinaviato fino ad oggi. Lo start delle consultazioni digitali sarà tra poche ore, alle 10, e finirà questo pomeriggio alle 18. Il quesito è questo: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica, e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.

E’ certo vero che così posto, risulterebbe a chiunque difficile dire di no. Bisognerà cercare di capire che tipo di rilevanza sarà dato a questo ministero, e sarà fondamentale capire se l’uomo dei cinque stelle avrà diritto di veto su tutto quello che sarà tema ambientale. E capire, ancora, se da lì passeranno tutti i fondi per la costruzione di strutture a basso impatto ambientali. I nodi da sciogliere, con questo stop imposto, sono diventati ancora di più.