Caso Zaki: forse la svolta definitiva, domani l’esito dell’udienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

Tramite il suo legale la notizia dell’udienza svolta: ora si attende solo il verdetto che potrebbe portare alla liberazione dello studente.

Si attende con speranza il verdetto dell’udienza svoltasi sul rinnovo o meno della custodia cautelare in carcere per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere da Febbraio 2020. Lo ha riferito una legale dello studente egiziano dell’Università di Bologna, Hoda Nasrallah.

Alla domanda se l’esito possa essere una scarcerazione, la legale al telefono si è limitata a rispondere “speriamo, speriamo”. All’udienza era presente, come sempre, anche un funzionario dell’Ambasciata italiana al Cairo.

LEGGI ANCHE >>> Nuova campagna degli attivisti: Liberate Patrick Zaki!

LEGGI ANCHE >>> Zaki non ce la fa più: disperato il colloquio alla visita della madre in carcere

Caso Zaki: forse la svolta definitiva, domani l’esito dell’udienza, potrebbe portare scarcerazione

Patrick Zaki è stato arrestato il 7 febbraio 2020, all’aeroporto del Cairo, dove aveva fatto ritorno per un periodo di pausa dal suo master universitario a Bologna. Immediatamente trasferito nel carcere di Tora, da lì è iniziato un calvario che, a distanza di dieci mesi, ancora non vede una fine. Inizialmente, il prolungamento (o l’interruzione) dello stato di carcerazione veniva discusso ogni 15 giorni. Dopo i primi cinque mesi, si è passati a un’udienza ogni 45. Un periodo di attesa che, finora, non ha mai mostrato segnali positivi per lo studente.

In Egitto, la legislazione prevede che tali rinnovi possano prolungarsi fino a due anni. E, nello specifico delle accuse mosse contro di lui (“diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”), un’eventuale condanna potrebbe prevedere addirittura 25 anni. Accuse che, finora, non sono mai state discusse nel merito. E che, soprattutto, il diretto interessato non ha riconosciuto, in quanto i post presi in esame sarebbero da lui stati definiti frutto di un profilo fake.