Ricciardi duro: “Ancora chiusi, solo dopo potremo tornare alla normalità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35

Le parole di Walter Ricciardi condannano l’Europa intera. Così cercano di tenere l’epidemia in una situazione stabile ma non per farla diminuire

Walter Ricciardi
Walter Ricciardi (Facebook)

Walter Ricciardi non lascia margine. Le zone arancioni sono inutili, e a nulla servirà per debellare la pendemia. Il consulente del Ministero non si è risparmiato. Secondo Ricciardi, ha spiegato, non «basteranno le zone arancioni». Bastano, ha aggiunto, «per cercare di tenere l’epidemia in una situazione stabile ma non per farla diminuire. Se insistiamo con questo atteggiamento di dilazione e di esitazione e non siamo pronti a testare e tracciare sarà un lungo stillicidio di mesi sia dal punto di vista sanitario che economico e psicologico. È una evidenza scientifica chiara, dispiace che i governi europei non lo capiscano». Compreso quello italiano? «Tutti i governi non capiscono una evidenza scientifica», ha risposto.

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Ricciardi duro “Ancora chiusi, solo dopo potremo tornare alla normalità”. La campagna vaccinazioni è in ritardo

Visti i tempi di vaccinazione, non si può pensare ad una forte riapertura. «La campagna di vaccinazione degli over 80 in Italia non inizierà prima della fine di febbraio o della prima settimana di marzo». Ha aggiunto Walter Ricciardi. «Tra fine febbraio e marzo potranno essere vaccinati gli over 80, dopo il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa», ha spiegato nel corso dell’intervista precisando che la nuova scadenza è tra fine febbraio e prima settimana di marzo.

«La variante inglese è presente ma non sappiamo quanto e dove, non sequenziamo abbastanza. Prenderà il posto della attuale, non è questione di giorni ma di settimane o mesi. La guerra lunga, se non la si combatte con armi appropriate si resta indietro», conclude Ricciardi.

Il Consigliere ha poi chiosato sottolineando come in questo momento siano troppi i rischi nel rimandare la gente a scuola. I ragazzi dovrebbero ancora un anno rimanere a casa, perché la possivbilità di diffusione è troppo alta.