“Il mostro di Milano uccise mia madre”, Agostina Belli racconta il suo dramma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:55

Agostina Belli e il racconto drammatico sulla morte di sua madre, per la quale accusa il mostro di Milano, ecco il suo drammatico racconto.

Agostina Belli

Ospite oggi di Domenica Live l’attrice Agostina Belli che racconterà il dramma che più l’ha segnata nella sua vita: la morte di sua madre, Adele Margherita Dossena.

La donna morì nel 1970 ed’è annoverata tra le sette vittime del famigerato Mostro di Milano attivo nel capoluogo lombardo tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

LEGGI ANCHE>>> Il “killer delle vecchiette”; si finge idraulico per entrare in casa: ne uccide 30

LEGGI ANCHE>>> Asia Argento, quel lutto che non dimentica

Mostro di Milano, Agostina Belli piange la morte di sua madre

Agostina Belli

Ospite di Domenica Live la nota attrice racconterà ai microfoni di Barbara D’Urso il suo dramma.  Adele Dossena, mamma di Maria Agostina Belli, è stata uccisa con sette coltellate nella pensione che gestiva, non troppo lontana dalla Stazione di Milano.

Carlo Posa, noto criminologo, sta ancora indagando insieme al suo team sugli atroci delitti, mentre la nota attrice sono anni che indaga per proprio conto sull’atroce assassinio di sua madre.

“Era separata da papà, io vivevo con lui. La trovarono in soggiorno due vicine di casa” ha rivelato l’attrice in un’intervista al Corriere della Sera, svelando di essere entrata in casa di sua madre solo un anno dopo.

“C’era ancora il suo sangue impresso sul pavimento – ha continuato poi – E la cosa brutta è che sul tavolo in cucina c’erano ancora due bicchieri, un cofanetto di caramelle ‘Sperlari’ e una bottiglia di liquore.”

Anche per questo motivo, l’attrice è sempre stata convinta che sua madre conoscesse l’assassino ritenendo che la casa messa a soqquadro fosse solo un escamotage per simulare una rapina, visto che ha ritrovato un orologio e una catenina d’oro.”

Quando l’omicidio di Adele Dossena fu archiviato dalle Forze dell’Ordine la nota attrice continuò ad indagare sul caso con l’ausilio di un investigatore privato, salvo poi fermare tutto a seguito di alcune minacce.

“Mi avvelenarono il cane, poi rubarono la macchina, quindi iniziarono le telefonate anonime. Voci camuffate” ha infatti raccontato. A cinquat’anni dall’omicidio si ritiene che la morte della Dossena sia stata opera del Mostro di Milano, a collegare la donna ai delitti, come rilevato da Agostina, l’amicizia che legava sua madre alla vittimina numero due, Elisabetta Casarotto.