Caos zone colorate, la scuola resta un incognita: i vaccini latitano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04

Le zone colorate, in Italia, continuano ad essere motivo di scontro e quasi mai di civile confronto. La natura della cosa no è piaciuta.

La suddivisione del paese in zone colorate, ognuna rappresentante un livello di emergenza specifica, continua a generare tante incomprensioni, principalmente per quello che riguarda i criteri secondo i quali una determinata regione viene collocata in una zona piuttosto che in un’altra. La questione Lombardia, degli ultimi giorni, l’ennesimo esempio lampante di come questo genere di suddivisione porti a scontri istituzionali, incomprensioni circa i numeri ed i criteri utilizzati e brutte figure da ambo i lati.

Nel caso della Lombardia, certo nessuna delle due parti ci ha fatto una bella figura. Numeri lanciati poi smentiti, indici ufficializzati, poi di fatto non resi più validi perchè nel frattempo si è concesso alla Lombardia il ritorno in zona arancione, e quindi la barzelletta, in un certo senso continua, peggio di prima. Errori, tanti errori alla base di tutto, ma anche, forse, criteri che spesso rendono la cosa poco chiara, criteri che spesso non lasciano intendere la reale situazione in quella determinata regione.

Bollettino del 23 gennaio: tutti i numeri del contagio

I nuovi positivi sono 13.331 (con 286.331 tamponi effettuati), i morti secondo il dato odierno sono 488

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Caos zone colorate, la scuola resta un incognita: in alcune zone non si è ancora pronti a riaprire

La scuola è diventata ormai una vera incognita. Tra stop, ripartenze, proteste di studenti e genitori, tribunali e quant’altro. Alla fine si parte, forse si parte, ma forse no. Alcune strutture in giro per la penisola non sono pronte ancora, si sottolinea, ancora, ad accogliere i ragazzi in presenza. Qualcosa di assurdo se si considera che certe strutture sono chiuse praticamente da quasi un anno, con tutto il tempo necessario all’eventuale riorganizzazione.

In ultimo, occhio ai vaccini. Ora si è scoperto che non tutti sono andati al personale sanitario e ai più deboli, solita bella scoperta, ovvia più che mai.