Ristoratori sul piede di guerra: “Apriamo anche a cena”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46

La protesta monta nel paese, sarebbero oltre 50mila le adesioni all’iniziativa #ioapro l’iniziativa promossa da un ristoratore di Pesaro.

ristorante
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L’iniziativa promossa dal ristoratore Umberto Carriera, ristoratore ribelle di Pesaro, collezionista intramontabile di multe e verbali vari. L’iniziativa partita per chiedere ai ristoratori di restare aperti a cena, di trasgredire le regole imposte dal Governo, di sopravvivere a quello che sta succedendo, ha raccolto circa 60mila adesioni. Tra Lombardia ed Emilia Romagna, si concentra il picco delle sottoscrizioni all’iniziativa.

Una trasgressione bella e buona certo, ma che cela la voglia di riscatto di una categoria che forse più di ogni altra, ha subito ingenti perdite dovute alla crisi causata dal Covid, e chiaramente dalle chiusure imposte dal Governo come misure di sicurezza per non consentire al virus di veicolare con facilità. Oggi i ristoratori dicono basta, e molto probabilmente le adesioni aumenteranno sempre di più giorno dopo giorno.

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Ristoratori sul piede di guerra: “E’ una questione di sopravvivenza”

“Non è mai stata presentata un’indagine epidemiologica che accerti i contagi nei locali, a differenza di quanto può accadere sui mezzi pubblici o nei supermercati – sostiene Carriera – Vogliamo poter lavorare, ma saremo i primi a puntare il dito contro chi non rispetta le norme di sicurezza iun vero e proprio Decalogo Pratico Commercianti Motivati. Un tavolo si e uno no – spiega Carriera – mascherina obbligatoria e conto alle 21.45″

“Ci stiamo tutelando con una task force di avvocati per difendere noi e i clienti. Prenderemo la multa e poi la manderemo ai nostri legali, quindi faremo ricorso”. Spiega ancora Carriera rispetto la possibilità di eventuali multe salate i ristoratori che parteciperanno all’iniziativa ed ai loro eventuali clienti.