L’artista si ribella alle restrizioni forti: “Qualcuno sta impazzendo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:20

Enrico Ruggeri si scontra con le decisioni del Governo in merito a chiusure e restrizioni da osservare di continuo.

Enrico Ruggeri
Enrico Ruggeri (Facebook)

Enrico Ruggeri non ci sta, e sui social posta qualche riga, per dire ciò che pensa, per dire come vede le cose, per capire forse, se ci sono altre persone a pensarla come lui. Un post, semplice, lineare, nel suo stile, diretto, forse anche troppo. Si fa due conti Enrico Ruggeri e secondo lui qualcosa non torna. Non torna il fatto di chiudere tutto, di fermare l’economia, di mettere a rischio posti di lavoro e socialità per una percentuale esigua di contagiati. 1 ogni 400 dice.

Il pensiero in merito può starci chiaramente, ma altrettanto chiaramente i social, per ogni post, gradito o meno, tendono a scatenare delle vere e proprie guerre. Guerre di posizioni, di pensieri, di schieramenti. Da un lato l’artista cittadino, esemplare, che fa il suo dovere rispettando protocolli e restrizioni, però poi si fa due domande ed i conti non gli tornano. Dall’altra, la platea dei social, praticamente una gogna mediatica, pronta a fagocitare ogni tipo di pensiero o riflessione.

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L’artista si ribella alle restrizioni forti: i conti non tornano e la gente risponde

“Giro con la mascherina, mi disinfetto, faccio un tampone alla settimana e lo faccio fare a tutti quelli che lavorano per me. Ma se mi dicono che una regione deve fermare tutto (socialità, economia, contatti) se c’è UN POSITIVO OGNI 400 PERSONE penso che qualcuno sta impazzendo“. Questo il post pubblicato dall’artista, al quale chiaramente sono seguite numerosissime risposte.

C’è chi lo invita a riflettere che quell’1 su 400, nel caso in cui non ci siano restrizioni può diventare 1 su 200, ma l’artista ha risposto che se l’1 su 400 si chiude in casa in quarantena, magari non ci sarebbe tutto questo rischio. Un gioco, molto interessante, ma paradossalmente e realisticamente infinito.