Coronavirus, Galli: “Medici e sanitari contagiati aspettino a vaccinarsi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:11

Massimo Galli intervistato da un noto quotidiano nazionale dice la sua in merito agli operatori sanitari contagiati.

Massimo Galli
Massimo Galli (Facebook)

Il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è intervenuto nel dibattito pubblico, attraverso una serie di dichiarazioni rilasciate ad un noto quotidiano nazionale. La questione principale, riguarda l’appropriatezza del vaccino per gli operatori sanitari che sono già stati in precedenza contagiati. Secondo Galli sarebbe più opportuno aspettare qualche mese per capire se ci si reinfetta con facilità e poi valutare come comportarsi.

Una posizione che dunque considera la possibilità della nuova infezione, anche da parte di chi era già stato precedentemente infettato. In questo caso, secondo Galli, bisognerà capire quanto sia incidente questo fattore, per poi valutare, la possibilità di passare alla vaccinazione anche dei soggetti risultati già in passato positivi. Una posizione attenta quindi da parte di Galli, che a questo punto potrebbe essere chiaramente presa in considerazione dagli ambienti sanitari.

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Coronavirus, Galli: “Non sappiamo per quanto tempo potremmo essere immuni”

L’impressione è che più si vaccineranno gli altri, chi non ha ancora preso il Covid intendo, e meno circolerà il virus e meno le persone guarite avranno probabilità di vaccinarsi – afferma Galli – oggi non sappiamo con certezza per quanto tempo ci protegga il vaccino e se la formulazione andrà riadattata in base a successive mutazioni del virus. Così come non conosciamo la durata dell’immunità naturale di chi si è infettato – continua – perché non abbiamo abbastanza dati”.

“Pertanto servirà del tempo.  E’ possibile – spiega –  che chi si è già ammalato possa reinfettarsi con nuove varianti del virus o non abbia sviluppato abbastanza anticorpi nel sangue dopo la malattia. Ma motivando perché il personale sanitario che è guarito ora non deve vaccinarsi, non è che non abbia delle difese. Oltre alla risposta degli anticorpi, prodotti dai linfociti B, esiste infatti anche una robusta immunità cellulare mediata dai linfociti T”.