Assalto al Congresso Usa: la piaga sovranista non conosce confini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:26

Le immagini dell’assalto al Congresso Usa ha scatenato reazioni e prese di distanza da ogni parte del mondo.

Assalto Congresso

Li hanno definiti barbari, hanno immaginato fosse una cosa preparate e che quelli ieri non erano alto che attori chiamati a recitare la parte dei rivoltosi che vogliono conquistare le stanze del Congresso Usa. Ne hanno dette di tutti i colori, tralasciando probabilmente i 4 morti e le decine di feriti seguiti all’assurda sommossa incitata e quasi richiesta da Donald Trump. Ma la verità è che queste donne ed uomini che ieri, orgogliosi del via libera del loro presidente, sconfitto alle scorse presidenziali Usa, facevano sul serio, e questa è la cosa che più spaventa.

In Italia, siamo abituati ai politici che abbaiano, ma non mordono, fingono chissà quale forma di estremismo, spesso velatamente plagiando le menti di chi, scarsamente consapevoli della pochezza politica dei propri leader, ne assorbono solo il peggio. Abbiamo visto cosa è successo con i migranti ed il livello di intolleranza raggiunto nel nostro paese sul tema. Negli Usa, succede lo stesso, la differenza è che loro, quasi sempre sono armati, e molto di frequente, il grilletto lo tirano davvero.

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Assalto al Congresso Usa: la polizia ha lasciato passare

Alto aspetto molto particolare, ha riguardato la sicurezza che dovrebbe essere garantita nel paese, negli Stati Uniti, alle donne e agli uomini all’interno di certe strutture governative. L’assalto di pochi, al Congresso, ha permesso l’ingresso nelle stanze del Governo, i poliziotti, chiaramente, hanno lasciato passare, perchè altrimenti si avrebbe la prova di quanto siano ridicole determinate misure di sicurezza. Non possono bastare pochi scalmanati per produrre una simile e pericolosa occupazione.

A questo punto ci si chiede perchè sia successo, perchè anche le forze dell’ordine hanno di fatto remato contro il concetto democratico. Forze dell’ordine che, ricordiamolo, spesso sguazzano nella palude del razzismo, anche loro dal facile tiro al grilletto. Forse i conti tornano.